GMG Lisbona / La storia del Portogallo è mettersi in viaggio

A fare da scenografia alla Gmg sarà Lisbona, capitale portoghese che sorge sul fiume Tago e si affaccia sull’oceano Atlantico.

Affacciata e quasi “spinta” sul mare, la collocazione geografica della città e del paese hanno sempre avuto un forte valore simbolico che ha orientato anche fisicamente la storia del Portogallo,

piccolo regno che nel XV secolo per primo diede impulso alle esplorazioni geografiche in cerca di nuove rotte per commerciare spezie, oro, argento saltando l’intermediazione dell’impero Ottomano che si era sostituito a quello bizantino il 29 maggio del 1453 con la conquista di Costantinopoli.

Lisbona - cabo da Roca 02
Cabo da Roca, il punto più occidentale d’Europa, oltre solo l’oceano

A SUD Le navi lusitane raggiunsero le Azzorre qualche anno prima, nel 1448, quindi fecero vela su Capo Verde, toccarono Ceuta, Tangeri, Agadir, che divennero tutte basi di rifornimento e commerciali. Nel 1460 davanti ai navigatori portoghesi si schiuse il porto di Guinea e con esso un collegamento diretto per commerciare oro, pelli, schiavi, quindi nel 1488 Bartolomeo Diaz doppiò Capo delle tempeste, che il suo sovrano Giovanni II preferì ribattezzare di “Buona Speranza”: il Portogallo aveva superato la “fine” dell’Africa, oltre si apriva uno spazio navigabile che ci si augurava avrebbe portato verso le Indie. Nel 1498 Vasco da Gama trasformò l’augurio in realtà toccando la costa indiana a Calicut dopo dieci mesi di navigazione. Per capire la grandezza dell’impresa compiuta da un piccolo staterello stretto tra la Spagna – le Reconquistas si erano concluse con la conquista di Granada nel 1492 – e l’oceano, basti pensare a quanto si impiega oggi per andare dall’Europa all’India o al fatto che alcuni studi stimano che per raggiungere Marte ci voglia meno tempo.

Lisbona - Praça Dom Pedro IV o do Rossio
Lisbona, piazza di Rossio (o don Pedro IV) in stile neomanuelino, richiama le onde del mare

UN GIRO E non era finita qui, nel 1500 le navi portoghesi con Cabral e finendo fuori rotta arrivarono in Brasile, nel 1519 Ferdinando Magellano partì alla volta dell’America meridionale con 5 navi e 234 uomini per dimostrare che anche quel continente, come quello africano, aveva una fine e aprire una rotta a sud-ovest. Attraversarono la “Terra del fumo”, poi “Terra del Fuoco”, e lo stretto di Magellano – ancora oggi una delle aree più pericolose per la navigazione – per poi “scoprire” l’oceano Pacifico, che in realtà era sempre stato lì e non era neppure così “tranquillo” come appariva, visto che nella lunga traversata i viaggiatori sperimentarono lo scorbuto per l’assenza di frutta e verdura fresche. Quindi il sud-est asiatico, l’India e il ritorno dalla rotta africana fino a tornare in Portogallo. Almeno i superstiti: Magellano morì su un’isola dell’arcipelago delle Filippine, delle cinque navi ne fece ritorno solo una con a bordo 18 marinai, tra cui l’italiano Antonio Pigafetta, colui che raccontò l’impresa: avevano dimostrato che la terra era rotonda compiendo la prima circumnavigazione completa del globo.

Lisbona - miradouro de Santa Luzia
Lisbona, il miradouro di Santa Lucia

RIVOLUZIONE Un’autentica rivoluzione, non perché all’epoca pensassero fosse piatta, ma perché per gli europei – la cristianità, come si identificava nel Medioevo – cambiò tutto. L’Europa era molto più piccola di quanto pensavano, esistevano popoli di cui non c’era traccia nelle Scritture – un dramma per un mondo del sapere basato sul principio di autorità – c’erano territori e ricchezze immense da conquistare per rispondere alla sfida ottomana. Da qui partiva il grande cammino del cosiddetto “Occidente” verso la conquista del mondo: economica, culturale, politica, scientifica, tecnologica, religiosa. Un percorso fatto di imprese e traumi; pochi anni dopo l’inizio delle esplorazioni geografiche il cattolicesimo si spezzò in due e poi in tre e più confessioni, a partire dai luterani e dai calvinisti, una divisione che portò a quasi due secoli di guerre, fino alle paci di Vestfalia del 1648 che chiusero la guerra dei Trent’anni. Anche la rivoluzione scientifica prese coraggio dai viaggi per affermare la dignità del «Libro della Natura».

Lisbona - torre di Belem
la torre di Belém

LA ROTTA Di queste storie a Lisbona restano le vestigia e ora la città ambisce a essere il centro propulsore di un nuovo cammino per i giovani cristiani. Sulle nuove direttrici aperte dai portoghesi iniziarono a viaggiare uomini e merci, ma anche la Fede, come ha ricordato papa Francesco nel 2020: «Dal Portogallo moltissimi giovani – tra cui tanti missionari – sono partiti verso mondi sconosciuti, anche per condividere la loro esperienza di Gesù con altri popoli e nazioni». L’esortazione della Gmg è proprio ad “alzarsi” e “andare in fretta” da cristiani nel mondo: «Cari giovani – ha chiuso il pontefice il suo messaggio per la Gmg dello scorso anno – sogno che alla Gmg possiate sperimentare nuovamente la gioia dell’incontro con Dio e con i fratelli e le sorelle […] Possa lo Spirito Santo accendere nei vostri cuori il desiderio di alzarvi e la gioia di camminare tutti insieme, in stile sinodale, abbandonando le false frontiere».

Il tempo di alzarci è adesso! Alziamoci in fretta! E come Maria portiamo Gesù dentro di noi per comunicarlo a tutti! In questo bellissimo periodo della vostra vita, andate avanti, non rimandate ciò che lo Spirito può compiere in voi!

Giuseppe Del Signore

Le ultime

Vigevano, ospedale: 200 milioni di carta

Era l'estate scorsa quando la delibera approvata dalla Giunta...

Elachem Vigevano, Rieti per rialzarsi

La Elachem Vigevano ha vissuto una delle settimane più...

Tromello, l’ultimo ballo per la sala Nautilus

Quella di sabato sarà l'ultima serata di musica e...

Festival delle Trasformazioni, governare l’incerto

Sarà un weekend di incontri, confronti e approfondimenti quello...

Login

araldo
araldo
L'Araldo Lomellino da 120 anni racconta la Diocesi di Vigevano e la Lomellina, attraversando la storia di questo territorio al fianco delle persone che lo vivono.