Beato Matteo, il programma religioso

Quest’anno la Festa del Beato Matteo sarà avvalorata da un “evento” che interesserà tutta la Chiesa Vigevanese, il decimo anniversario dell’ingresso del nostro vescovo Maurizio in Diocesi, avvenuto il 5 ottobre 2013, proprio nel giorno della memoria liturgica del Beato. 

RIFLESSIONE Il programma liturgico per le feste del Protettore della città avrà due momenti significativi che saranno solennizzati proprio per un riferimento all’ingresso di mons. Gervasoni: il 5 ottobre e domenica 8. Giovedì 5 avrà luogo, presso la chiesa di San Pietro Martire, il “presbiterio” di tutti i sacerdoti della Diocesi, con un incontro di dialogo e riflessione che si terrà al teatro Moderno alle ore 10, la solenne concelebrazione in San Pietro Martire alle 11.30 e infine un’amichevole “agape” presso i padri cappuccini, per rendere omaggio anche alla “memoria” di San Francesco. 

IL DISCORSO Il secondo appuntamento sarà il solenne pontificale di domenica 8 in San Pietro Martire alle 10.45, alla presenza di autorità e istituzioni, durante il quale Mons. Gervasoni indirizzerà il suo discorso alla città. La Festa del Beato Matteo si snoda nel solco di radicate tradizioni, come la Novena in preparazione tenuta dal domenicano padre Daniele Mazzoleni, del convento di Varazze, la celebrazione del “Transito” la sera del 5, con l’omaggio anche da parte delle Contrade cittadine e dei giovani, la solenne Messa in suffragio di tutti i defunti la mattina di lunedì 9. Tutte le Parrocchie renderanno omaggio al Beato Matteo con “pellegrinaggi” nelle giornate del 5 e del 9. 

MIRACOLO Ogni anno il vero “miracolo” del Beato Matteo è il continuo pellegrinaggio di fedeli nello scurolo di san Pietro Martire, per rendere omaggio al protettore di Vigevano, come se lo stesso Beato li richiamasse per un incontro di amicizia e di fede. Un “incontro” che facilmente si può definire “miracolo”, a conferma delle stesse parole di Matteo Carreri che aveva chiamato la sua «amata Vigevano». Osservando il “pellegrinaggio” dei vigevanesi si tocca con mano quel “miracolo” che accomuna generazioni diverse e anche culture e fedi differenti. 

don Emilio Pastormerlo 

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