Treni stracolmi tanto da non riuscire a partire, un’ambulanza in stazione per soccorrere una capotreno ferita, otto corse cancellate e quattro con ritardi superiori all’ora e mezza, fino a toccare i 143 minuti. Quella del 12 dicembre scorso è stata una giornata nera per la Milano-Mortara, linea afflitta ormai cronicamente da disservizi tanto da essere indicata da più parti come una delle peggiori d’Italia: a causare il tutto, il ritardo del treno delle 6.35 da Mortara, che ha causato il sovraffollamento del convoglio successivo preso letteralmente d’assalto dai pendolari alla stazione di Abbiategrasso e una serie di disagi a catena nel corso della mattinata.
Durante il caos, una capotreno di 33 anni è rimasta ferita, probabilmente a causa di un’aggressione, un fatto che ha smosso la politica (dall’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente, al capogruppo del Pd vigevanese Alessio Bertucci, unanimi nella vicinanza ai pendolari, ma anche nella condanna al gesto) e i media locali e nazionali (era presente pure una troupe del tg satirico di Mediaset Striscia la Notizia), che hanno dato ampia copertura a quanto avvenuto.
LA TESTIMONIANZA Andrea Colli, 29 anni, tra studio e lavoro è dal 2014 che fa su e giù dai treni della Milano-Mortara: e anche se la giornata di ieri è stata «delirante, il peggior viaggio da quando faccio il pendolare», quello che più lo avvilisce non è una singola giornata storta, ma il continuo riproporsi di situazioni simili mese dopo mese, settimana dopo settimana. «Alle 6.40 io, mia moglie e mia cognata siamo andati in stazione a Vigevano per prendere il treno delle 6.46: né la app né il tabellone inizialmente indicavano problemi, ma poco dopo l’applicazione ha segnalato che il convoglio non era partito da Mortara a causa di un guasto». Come tutti gli altri pendolari, Colli e i suoi famigliari hanno quindi atteso il treno successivo, in arrivo da Alessandria: un convoglio però già piuttosto affollato, e riempitosi ulteriormente con i viaggiatori di due treni. Inevitabile che ad Abbiategrasso, dove erano in attesa altrettante persone, si scatenasse l’inferno:
La gente tentava di salire, ma era davvero troppa – racconta Colli – c’era chi all’interno urlava a quelli fuori di smetterla, perché non si respirava più, ma d’altra parte chi era sulla banchina doveva andare o al lavoro o a scuola e quindi ci provava. Però fisicamente non ci stava più nessuno, con le porte che rimanevano aperte.
SALUTE A RISCHIO L’arrivo della troupe di Striscia la Notizia, con Capitan Ventosa, ha forse esacerbato ulteriormente gli animi: «Noi siamo rimasti fermi 50 minuti e nel frattempo è arrivato un altro treno in stazione, anche quello rimasto bloccato. Abbiamo anche sentito arrivare le forze dell’ordine e l’ambulanza, forse per l’episodio della capotreno». Con un ritardo già abissale, l’unica soluzione era scendere da quel treno: moglie e cognata hanno proseguito con un’auto portata ad Abbiategrasso dal padre, con la quale hanno dato un passaggio a Colli fino ad Albairate dove, tramite il passante, è riuscito a raggiungere la stazione di Tibaldi, vicino al suo posto di lavoro. «Avrei dovuto cominciare alle 8, sono arrivato alle 9.30. In un qualche modo io riesco a recuperare queste ore perse, altrimenti ci avrei rimesso dei soldi – è l’amara considerazione che fa Colli – questa cosa inizia davvero a darmi fastidio, perché si ripresenta settimanalmente, con convogli in ritardo, cancellati o solo parzialmente a destinazione. Per me è più stancante, fisicamente e psicologicamente, prendere il treno che stare al lavoro. Le carrozze sono vecchie, sporche, e negli ultimi due mesi poi la situazione è peggiorata drasticamente: oltre al tempo e ai soldi perdi la salute mentale, a salire su questa linea».
TRENI SENZA RADDOPPIO Del gesto violento contro la propria dipendente parla Trenord, che in una nota condanna l’aggressione, scusandosi però anche con i pendolari coinvolti. «Il convoglio è rimasto fermo in stazione dove sono intervenute le forze dell’ordine a supporto del capotreno che ha subito un’aggressione che ha richiesto l’assistenza dei sanitari. A causa di quanto accaduto si sono registrati ritardi fino a 100 minuti (in realtà superiori, ndr) su tutta la linea. Trenord si scusa con i viaggiatori rimasti coinvolti». Nella stessa comunicazione, l’azienda, alla quale è appena stato rinnovato l’incarico da parte della Regione, ribadisce che nei prossimi mesi arriveranno nuovi treni: «Sollecitata anche dalle amministrazioni locali, Trenord conferma che nelle prime settimane del 2024 inizierà il progressivo cambio della flotta con l’immissione dei nuovi treni Caravaggio che potranno migliorare le performance del servizio, pur permanendo i vincoli infrastrutturali dovuti alla linea che si estende su semplice binario ed è attraversata da numerosi passaggi a livello». Insomma: senza raddoppio, opera fortemente a rischio anche sulla tratta Albairate-Abbiategrasso per mancanza di fondi, persino i nuovi treni si troveranno a viaggiare su un binario morto.
Alessio Facciolo

