Per Papa Francesco 87 candeline

Traguardo di 87 candeline per Papa Francesco. Celebrato il 17 dicembre il compleanno, in un clima di salute altalenante ma di straordinaria voglia di continuare a servire la Chiesa. «Non ho mai pensato a dimettermi, anche se l’esempio di Benedetto XVI è stato coraggioso e ha aperto una strada» ha dichiarato in una recente intervista.

ORIZZONTE Al tempo stesso però il suo sguardo è realistico e orientato al futuro, al punto di aver già individuato il luogo della sua sepoltura. «Sarà in Santa Maria Maggiore, ai piedi della Salus Populi Romani». Il motivo? «La mia grande devozione alla Madonna», ha affermato con serena decisione. E proprio il contesto della preghiera mariana dell’Angelus, domenica, è stata l’occasione per porgergli gli auguri a nome di tutto il Popolo di Dio, che lo riconosce come «colui che presiede la Chiesa nella carità», ma anche da parte dei tanti uomini e donne di buona volontà, attirati dalla caratura della sua testimonianza profondamente umana.

IL MESSAGGIO Indicativo del “tono” di questa occasione di festa è stato anche il Messaggio di Auguri inviato dalla Presidenza della Conferenza episcopale italiana, pensato come un «cantico di lode del Magnificat per esprimere gratitudine e rivolgerLe un pensiero affettuoso». Del Santo Padre viene richiamato soprattutto «il suo magistero e con i suoi gesti quotidiani che invitano alla conversione, ad abbandonare le certezze acquisite, a tornare ad avere fiducia in Dio e nel prossimo». Per realizzare questo ideale, richiama il messaggio, «è importante percorrere le strade della preghiera e del servizio. Non c’è contrapposizione, ma armonia. È qui la radice del nostro agire. È il Vangelo della gioia!». Trattandosi di auguri “ufficiali” non è mancato il ricordo di

questo momento in cui l’umanità intera soffre il dramma della violenza», che diventa occasione per stringersi al Papa «invocando il dono della pace.

REGALO Singolare anche il dono scelto per accompagnare il testo. «Vogliamo – scrivono i Vescovi – essere insieme con Lei artigiani di pace per far fronte alla cultura della guerra, dell’odio, dell’ignoranza, del pregiudizio». Da qui il grido di denuncia di fronte al panorama attuale, nel quale diventa «difficile sopportare l’insensatezza dei tanti conflitti che stanno insanguinando intere regioni del pianeta, causando dolore, miseria e povertà». Questa amara constatazione diventa, nello sguardo di fede con il quale insieme a Francesco la Chiesa tutta vuole vivere questo passaggio in avanti del suo cammino, «impegno concreto a diventare Chiesa-madre, amorevole e accogliente». Da qui il proposito espresso dai Vescovi a conclusione del messaggio: «Vogliamo donare una carezza di consolazione ai volti segnati dalla sofferenza, a chi vive ai margini, a chi è scartato e non ascoltato. E con Maria vogliamo cantare: “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote” (Lc 1, 52-53)». Lungi dal ridursi a un momento formale, il compleanno del Papa si trasforma in occasione di conversione e di nuovo slancio in quell’andare verso l’altro che è diventato sempre più il colore vincente del ministero di Francesco.

don Carlo Cattaneo

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