Vigevano, Moreschi: lavoratori in sciopero

Stato di agitazione, con un’ora di sciopero al giorno e presidio davanti al cancello della fabbrica: è questa la misura decisa dai lavoratori della Moreschi a rischio di licenziamento in seguito allo spostamento della produzione deciso dai vertici aziendali nelle scorse settimane. La decisione, comunicata dai sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, si è concretizzata dalla mattinata di martedì quando, nonostante una pioggia battente, i 59 dipendenti della Moreschi hanno tenuto il “picchetto” di fronte all’ingresso.

I SINDACATI I sindacati, in una nota, hanno denunciato a loro dire il mancato rispetto delle promesse fatte dal Fondo Hurleys, proprietario dello storico marchio vigevanese dopo la cessione effettuata dalla famiglia Moreschi nel maggio 2020: «Nel mese di luglio 2023 si è conclusa con accordo sindacale l’ultima procedura di licenziamento collettivo, che ha visto la fuoriuscita di 27 dipendenti occupati prevalentemente nei reparti di orlatura e pelletteria. Per l’occasione, l’azienda Moreschi dichiarava: “La società si è trovata costretta a intervenire sulla propria organizzazione produttiva quale unico rimedio per garantire la continuità dell’impresa e consolidare il sito produttivo di Vigevano”. Senza mai presentare un piano industriale». Nel 2020, l’azienda contava circa 280 dipendenti: oggi gli stessi sono complessivamente 80, di cui 59, molti dei quali sopra i 50 anni, dichiarati in esubero.

La strategia dell’azienda l’abbiamo appresa in data 19 febbraio – continuano i rappresentanti sindacali – nuova procedura di licenziamento collettivo riguardante 59 lavoratori, tutti addetti alla produzione; vendita dell’immobile; liberalizzazione dell’intera area, dal momento che i pochi dipendenti che resteranno verranno trasferiti in altra sede; mantenimento e valorizzazione del marchio che passa attraverso l’esternalizzazione della produzione lontano da Vigevano.

RESTARE A VIGEVANO Su tali mosse, sindacati e lavoratori sono fermissimi: «Dichiariamo di essere disponibili a intraprendere una trattativa con l’azienda a condizione che l’unico obiettivo sia la salvaguardia dei posti di lavoro e il mantenimento dello stabilimento a Vigevano. Viceversa, non siamo disponibili a sottoscrivere accordi che sanciscono di fatto la chiusura di uno stabilimento storico come Moreschi». E a tal riguardo, chiedono anche l’intervento della politica, dando «mandato alle organizzazioni sindacali, di intraprendere un percorso con le istituzioni politiche, a partire dalla giunta comunale di Vigevano, dove si chiede un consiglio comunale aperto alla cittadinanza, oltre al coinvolgimento dell’amministrazione provinciale e Prefettura». Nelle scorse settimane, il sindaco Andrea Ceffa, oltre a esprimere rammarico per una scelta «legittima da un punto di vista imprenditoriale – ma che – contraddice quanto sempre sostenuto in questi anni dalla società», ha dichiarato anche «la massima disponibilità ed apertura a lavorare con le parti coinvolte per trovare soluzioni che consentano di ricollocare nel più breve tempo possibile i lavoratori che resteranno senza lavoro». Anche il gruppo civico Vigevano prima di tutto si è proposto di aiutare i lavoratori in uscita a trovare nuova occupazione: «Invitiamo coloro che sono stati colpiti da questa situazione a inviare i propri curriculum a noi. Utilizzeremo la nostra rete di contatti per cercare attivamente opportunità lavorative nell’ambito calzaturiero e in altre realtà lavorative».

Alessio Facciolo

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