Gesù, maestro di preghiera

Preghiera, elemosina e digiuno sono i tre pilastri su cui tradizionalmente si costruisce il cammino della Quaresima, ne parla Gesù nel discorso della Montagna indicando lo stile con il quale si devono vivere pena cadere nell’ipocrisia. Evidentemente se Gesù tocca questo tasto è perché avverte questo come un pericolo reale per un fedele che si incammina con i migliori propositi nel cammino Quaresimale. Perché, credo, in questi casi ci troviamo nel campo delle tentazioni dei giusti, le cosiddette “tentazioni a fin di bene” nelle quali, come ci ricorda l’apostolo Paolo, Satana si traveste da angelo di luce:

3 Questi tali sono falsi apostoli, lavoratori fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo. 14 Ciò non fa meraviglia, perché anche Satana si maschera da angelo di luce. 15Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia; ma la loro fine sarà secondo le loro opere (2° Cor 11).

Si è riportata per intero la citazione di san Paolo perché ci aiuta a comprendere l’importanza della “posta in gioco”; lui polemizza con i falsi apostoli che agiscono nella comunità e per accreditarsi come apostoli di Cristo si devono mascherare, solo così possono sedurre, ingannare, mistificare approfittando della buona fede e dello zelo dei credenti. Sì perché c’è una Luce che illumina ogni uomo (Gv 1,9) ma anche una che abbaglia e confonde: sono i “luccichii” dell’Ingannatore e nella preghiera, se non siamo vigilanti, può essere facile passare dall’una agli altri senza accorgercene.

Perché questa lunga premessa? Perché credo, oggi sull’argomento preghiera (soprattutto in rete) circola di tutto e di più, una sovrabbondanza che può creare in noi confusione e pericolo di “bulimia spirituale”. Per questo il riferimento a Gesù, in questo aspetto così importante per la vita del credente, perché tocca il rapporto con Dio e con i fratelli, è necessario. Stiamo allora su Mt 6 e cogliamo i suggerimenti di Gesù sulla preghiera: «5 E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6 Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 7 Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8 Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate».

Gesù ci indica alcuni atteggiamenti di fondo che descrivono il Suo modo di pregare: davanti a Dio per amare i fratelli, con autenticità e misura. La mia preghiera sarà dunque autentica se mi dà uno sguardo sereno sul mondo, se mi dà uno sguardo pacificato e mi fa crescere nella carità, se mi fa crescere nella speranza nonostante il male del mondo. Insomma se mi dà il gusto e il desiderio di seguire Gesù sulla via della Croce, senza arroganza né pretese, senza giudizi e ambizioni.

don Paolo Bernuzzi

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