Quando lo sport diventa uno strumento per ritrovare fiducia e consapevolezza delle proprie potenzialità. Soprattutto capire che nelle attività agonistiche non esistono barriere che non possano essere superate. Federico Correzzola, vigevanese doc e referente per gli atleti dell’area di Regione Lombardia della Special Olympics, è un perfetto esempio di come con la forza e la tenacia si possano affrontare e superare molti ostacoli.
INCLUSIONE La Special Olympics è un’associazione internazionale che consente a ragazzi affetti da disabilità intellettive di praticare molteplici attività sportive e Federico Correzzola ha avuto modo di entrare a farne parte nel 2009: «E’ cambiato tutto 15 anni fa – racconta Correzzola – quando ho conosciuto questa associazione grazie a un team presente a Vigevano: i Quadrifogli. All’epoca ero un ragazzo decisamente robusto, avevo pochi amici e cosa più importante non nutrivo molta fiducia in me stesso. Grazie allo sport però è cambiato tutto». Ecco che Correzzola ha iniziato a praticare calcio a 5, bowling, nuoto in acque libere, tennistavolo senza più fermarsi. «Ho praticato anche l’atletica e la corsa con le racchette da neve. Grazie a tutte queste attività con il trascorrere del tempo ho perso peso, sono dimagrito, sono diventato decisamente più autonomo. Mi tengo impegnato, mi alleno e mi sto dando parecchio da fare».
Di questo non posso fare altro che sentirmi soddisfatto, in quanto ho attraversato un autentico percorso di rinascita.
NUOVO INIZIO Ha acquisito molta più fiducia in se stesso, che gli ha consentito di ricevere un sacco di soddisfazioni e gratificazioni nel corso degli anni, sia a livello sportivo, sia nella vita di tutti i giorni: «Ho preso parte nel 2011 ai mondiali di bowling di Atene con la nazionale italiana. Mi sono classificato quinto nelle gare singole, terzo in quelle a squadre e nel doppio. E’ stata un’esperienza fantastica per me, dalla quale ho imparato molto. Nel 2015 invece ho partecipato ai mondiali di nuoto di Los Angeles, posizionandomi quarto nei 1500 metri unificati». All’interno di Special Olympics il ducale Federico Correzzola ha trovato una vera famiglia.
Lo sport unificato è questo e tanto altro ancora: i ragazzi si possono divertire, gareggiano e competono senza pensare alle proprie barriere. La diversità è una risorsa che consente a noi tutti di costruire qualcosa di nuovo per il futuro.
FAMIGLIA Sport ma non solo, perché Correzzola ha «colto un’altra grande opportunità che va oltre l’agonismo. Sono riuscito a trovare un’occupazione lavorativa e di questo non posso fare altro che ringraziare questa associazione». Un consiglio rivolto a tutti, ai più giovani ma anche a chiunque intenda avventurarsi all’interno del mondo dello sport unito: «Special Olympics è una realtà che non conosce letteralmente confini, alla quale chiunque dovrebbe approcciarsi. Spesso e volentieri vado nelle scuole e parlo di bullismo: cerco di sensibilizzare i ragazzi su un tema che per anni mi ha toccato da vicino. Parlo dello sport, dell’amicizia e di quanto sia importante fare gruppo e socializzare per avere una nuova consapevolezza di sé». Non può mancare l’invito a «praticare sport per riuscire a riempire il tempo vuoto in modo decisamente più costruttivo. Creare qualcosa di speciale: questo vale molto più di ogni podio o di ogni medaglia. Su questo non ho dubbi».
Edoardo Varese

