Svizzera agli ottavi di finale a Berlino, ma le insidie sono tante. Domani (sabato) gli azzurri affronteranno gli elvetici ma viste le prestazioni tutt’altro che brillanti dei ragazzi di Luciano Spalletti nel girone B e soprattutto vista la solidità che invece hanno dimostrato di possedere il gruppo Murat Yakin, l’esito della sfida è tutt’altro che scontato. Nell’ultima giornata del gruppo A solo un gol realizzato all’ultimo respiro da Fullkrug ha consentito alla Germania di agguantare il pareggio e di classificarsi al primo posto. L’Italia non ha convinto particolarmente nemmeno Carlo Pellegatti, giornalista sportivo e storico telecronista di fede milanista, che ha però fatto presente di come gli azzurri possano riuscire ad andare avanti in questo Europeo.
CHE FATICA «Dal punto di vista del gioco non abbiamo affatto convinto, contro la Croazia abbiamo pareggiato solo allo scadere – sottolinea Carlo Pellegatti – Spalletti è stato onesto nell’ammettere che abbiamo commesso diversi errori illogici e che non siamo ancora al nostro livello. Uno dei suoi principali pregi risiede proprio nella sincerità. La Svizzera non è una nazionale con grandi individualità, ma è comunque un avversario ostico e temibile, perché ha dato prova di saper giocare a calcio». L’Italia per sperare di andare avanti, dovrà inevitabilmente cambiare ritmo e marcia, anche perché non si può andare avanti solo segnando all’ultimo.
MERITI «La qualità della rosa non è eccelsa e questa per me non è affatto una sorpresa – ribadisce Pellegatti – non eravamo e continuiamo a non essere tra le squadre più accreditate per vincere il torneo». L’euforia figlia del gol di Zaccagni al 98esimo, che è valso la qualificazione contro Modric e compagni non deve illudere in alcun modo, anche se al netto delle occasioni create gli azzurri avrebbero meritato la vittoria. «Se siamo agli ottavi di finale una parte del merito va attribuita a Gianluigi Donnarumma – sottolinea Pellegatti – così come questo va detto alla voglia di crederci della squadra. Spalletti comunque sta facendo quello che può».
SORPRESE Austria grande sorpresa, dopo aver chiuso il gruppo D davanti alla Francia, dagli esperti considerata la favorita per la vittoria finale, e all’Olanda, sconfitta 3-2 proprio per mano degli austriaci. Nel gruppo C l’Inghilterra chiude in vetta con 5 punti, ma lo 0-0 con la Slovenia non ha particolarmente convinto. Equilibrio assoluto nel gruppo E, dove si sono qualificate Romania, Belgio e Slovacchia, tutte con quattro punti. Nonostante abbia totalizzato gli stessi punti l’Ucraina ha fatto le valigie ed è tornata a casa, punita da una differenza reti di -2. Di partite autentiche tirando le somme se ne sono viste poche. Il Portogallo ha chiuso in vetta il gruppo F, perdendo 2-0 contro la Georgia nell’ultima giornata, in un match dal quale i lusitani non avevano di fatto più nulla da chiedere. I georgiani invece raggiungono, alle spalle di Portogallo e Turchia, una storica qualificazione agli ottavi, aiutati dalla regola che ha consentito alle migliori 4 terze classificate di raggiungere la fase a eliminazione diretta.
FORMULA INADATTA Questo format però ha inevitabilmente compromesso lo spettacolo e le emozioni di diverse partite. Un conto è giocarsi due posti in quattro, un conto sapere che comunque due terzi dei team raggiungeranno il secondo turno.«Parlando in generale, fino a questo momento non si sta assistendo a un Europeo di grande livello – ammette Pellegatti – le uniche squadre che mi hanno convinto sono Germania e Portogallo. I tedeschi possiedono grandi individualità, su tutti Musiala. I portoghesi possono andare avanti. Per fortuna, eccezion fatta per l’Inghilterra, le squadre più quotate sono finite nel lato del tabellone in cui non è presente l’Italia». Corsi e ricorsi? Pellegatti, guardando al passato, prova a mantenere un minimo di ottimismo: «Già in passato è capitato che gli azzurri fossero partiti a rilento, salvo poi riuscire a sorprendere tutti, arrivando fino in fondo. E’ successo nel 1982, quando nel girone inaugurale ci siamo qualificati con tre pareggi. Nel 1994 arrivammo agli ottavi da ripescati, riuscendo poi a raggiungere la finale, purtroppo persa ai rigori».
GLI OTTAVI Il tabellone ora è completo: domani si affronteranno anche Germania e Danimarca, la cui vincente incontrerà ai quarti chi avrà la meglio tra Spagna e Georgia. Il 30 giugno Inghilterra-Slovacchia, match che interessa da vicino anche l’Italia. Gli azzurri in caso dovessero battere gli elvetici, sfideranno o gli inglesi che pregustano la rivincita della finale di Wembley di tre anni fa o gli slovacchi. Il 1 luglio Francia-Belgio: scontro diretto tra due squadre che devono ancora trovare la giusta quadra, dopo aver faticato parecchio nella fase a gironi. Chi passerà il turno se la vedrà o contro il Portogallo o contro la Slovenia. Martedì 2 luglio si chiude con Romania-Olanda e con Austria-Turchia. Il 5 e il 6 luglio in campo per i quarti di finale.
Edoardo Varese

