Il costo della Tari non è poi tanto alto. Almeno non quanto dice l’opposizione. A dirlo è il sindaco di Parona Massimo Bovo, che contesta le cifre fornite in sede di consiglio comunale dal consigliere di minoranza Renato Soffritti. La pietra dello scandalo in questo caso è l’aumento del 5% della tassa sui rifiuti. Un aumento, secondo Soffritti, che si poteva evitare con una più accurata raccolta porta a porta, invece che appoggiandosi ai contributi dell’inceneritore. Per questo il consigliere di minoranza ha paragonato la situazione di Novara (con alta percentuale di differenziata) a quella di Brescia (città con un inceneritore).
QUERELLE IN CONSIGLIO «Dopo lo scorso consiglio comunale, dove si è approvato il piano finanziario della Tari, e le conseguenti dichiarazioni della minoranza, appare doveroso portare alcune precisazioni – spiega Bovo – I dati riportati dal consigliere Soffritti hanno la loro fonte dal sito “Ambiente e non solo” che a sua volta cita uno studio di “Cittadinanza attiva”. Vista la complessità della materia e la difficoltà di fare semplici medie aritmetiche, nel sito viene indicato come “L’indagine sul costo sostenuto per lo smaltimento dei rifiuti…
prende come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di 100 metri quadri.
QUESTI I COSTI Bovo elenca poi in una nota quali siano i costi della Tari. La media nazionale dal 2021 al 2023 è passata da 312 euro a 320; la media della Lombardia da 246 a 254; la città di Novara (citata da Soffritti da 209 a 229), e quella di Brescia, che ha un termovalorizzatore come Parona, da 191 a 195 euro all’anno. Parona è passata da 144,19 euro a 161,29 nel 2022 fino a 138,57 nel 2023 e 145,28 nel 2024. Nell’arco degli anni, quindi l’aumento è stato contenuto. «La Tari di Novara – spiega – è sì fra le più basse d’Italia, come indicato dalla minoranza, ma Brescia, dove è presente l’impianto di incenerimento più grande d’Italia, ha una Tari molto inferiore». Soffritti aveva indicato come costo di Novara 209 euro.
Andrea Ballone

