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Nel 2021, tra i quasi ottomila comuni italiani, il secondo a spendere di più per gli anziani era Ferrera Erbognone, con 1.772,44 euro pro capite di risorse investite in questo settore (il primo era San Leonardo in Passiria, in provincia di Bolzano, con 2.021,52 euro per abitante), ma il miracolo erbognino divide la politica e la comunità del paese.
Avevamo puntato su questa voce – spiega il sindaco di allora, Giovanni Fassina – perché la popolazione sta invecchiando e abbiamo scelto di supportare la terza età in modo da dare vita ai giorni e non giorni alla vita. Con l’attuale amministrazione però la situazione adesso potrebbe essere un po’ diversa.
DISSESTO EVITATO Di diverso avviso l’attuale primo cittadino, Riccardo Freddi: «Per forza le cose sono cambiate: la gestione della casa di riposo, attraverso investimenti fuori da ogni logica, ha portato il Comune sull’orlo del dissesto finanziario, e ci sono tutti presupposti per intentare una causa in tribunale. In particolare, l’ampliamento della struttura ha registrato costi folli: se parliamo di spese correnti è un conto, se sommiamo gli investimenti è un altro». Ma quali sono gli altri servizi per gli over65? «Non è mai stato fatto niente di più dagli anni ’90 eccetto tutto ciò che ruotava intorno alla casa di riposo. Grazie agli infermieri della Rsa c’era anche un servizio di assistenza domiciliare agli anziani che costava 30mila euro all’anno, ma abbiamo dovuto interromperlo per non rischiare il dissesto economico. Ogni tanto la Pro Loco e altre associazioni organizzano qualcosa, poi c’è il soggiorno climatico in Liguria nel periodo invernale. Nient’altro».
Davide Zardo

