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I “working poors” sono in crescita. Lo testimonia la Caritas diocesana di Vigevano, a cui si rivolgono sempre più persone che, pur avendo un lavoro, faticano ad arrivare a fine mese con lo stipendio.

LA SOGLIA MINIMA «Se una volta l’attenzione era rivolta ai poveri sotto una soglia minima – spiega Laura Sartorio, che nella Caritas è coordinatrice dell’area accoglienza donne e operatrice del centro d’ascolto – adesso il fatto di rivolgersi a noi per trovare un altro lavoretto o per un aiuto nel pagamento delle bollette significa che per molti lavoratori lo stipendio non basta più. Proprio in questi giorni è venuta da noi una signora che lavora come assistente domiciliare e si arrangia anche facendo le pulizie, ma tutto questo non le è sufficiente». Gli operatori del centro d’ascolto diocesano sono quattro, e mediamente ricevono una quindicina di richieste di colloquio per trovare un lavoro supplementare o per pagare le bollette. Circa 60 richieste al mese: sono tante, troppe.
Non tutti arrivano al colloquio, ne incontriamo circa la metà, perché nel frattempo qualcuno risolve il problema in un altro modo e non lo vediamo più: chi trova un’occupazione, chi riesce a pagare la bolletta, e così via.
RETE QUOTIDIANA Una parte significativa dei “working poors” è rappresentata dai padri separati, che con un solo stipendio devono anche mantenere le ex mogli e i figli: «Ce n’è qualcuno in più rispetto agli anni scorsi – racconta Laura – adesso in effetti si tratta di un fenomeno in crescita». Una rete quotidiana in sinergia con diversi enti e servizi, quella che si è sviluppata al centro d’ascolto diocesano: «Il lavoro è un argomento sostanzioso, per questo abbiamo sviluppato una rete di ricerca occupazionale che comprende anche collaborazioni con il progetto Arca (fondato dai volontari del Rifugio di fratel Ettore Boschini e sostenuto dal Centro ambrosiano di solidarietà), l’inserimento in borse-lavoro, contratti di tirocinio aziendale, dormitori e case di prima accoglienza. Tutto questo per quanto riguarda i servizi interni alla Caritas. Per l’esterno siamo in contatto con il Servizio di inserimento lavorativo e lo Spazio orientamento lavoro del Comune di Vigevano, gli assistenti sociali, le agenzie interinali, il Centro per l’impiego, la Fondazione Clerici. C’è un’attenzione particolare alle fragilità, a chi usufruisce delle agevolazioni previste dalle leggi 68 e 104 per le persone con disabilità. É una realtà limitata rispetto ai bisogni, e non sempre si riesce a sopperire in modo completo, perché quello del lavoro è un mondo difficile».
Davide Zardo

