Gli applausi e gli abbracci di una comunità, quella dell’oratorio Cappa Ricci di Mortara, quella che lo ha amato per tutti gli anni durante i quali ha vissuto nella città dell’oca, durante i quali si è impegnato a crescere i talenti di domani.
RINASCITA C’erano 70 persone venerdì 14 novembre ad assistere alla presentazione della biografia di Nordine Hallil, allenatore dell’under 14 del Bra con un trascorso come tecnico dell’Ss Mortara Calcio, 70 persone ad ascoltare il suo “Richiamo delle onde: storia di un sognatore”. «Finalmente il mio libro è disponibile su Amazon – racconta Hallil – c’erano ventisette persone su quella barca. Ventisette cuori, ventisette speranze, ventisette sogni sospesi tra la vita e il mare. Solo pochi sono arrivati. Io ero uno di loro. Non avevo niente. Né un nome, né un futuro, né una certezza. Solo la fede, il coraggio e un pallone consumato. Quel pallone è diventato la mia bussola, la mia voce, il mio riscatto. Dalle barche della morte ai campi di calcio d’Italia. Dal silenzio delle onde al rumore degli spalti. Dalla paura di morire al sogno di allenare e insegnare ai giovani che nessun sogno è impossibile, se lo insegui con il cuore. Oggi sono un allenatore». Dal Marocco in Italia, un viaggio verso l’ignoto, ma all’insegna della speranza e dalla possibilità di un futuro migliore. Un viaggio che lo ha condotto anche a Mortara: «In questa città – prosegue Hallil – ho rivisto amici di una vita, persone che mi hanno accompagnato quando ero un ragazzo pieno di sogni e paure, persone che mi hanno dato una mano quando nessuno vedeva il mio cammino. Ogni sguardo, ogni sorriso, ogni abbraccio è stato un ricordarmi una verità semplice ma enorme: il bene che semini torna sempre». A Mortara allena i ragazzi delle giovanili, dimostrando di saper intravedere le qualità dei campioni di domani.
NUOVO INIZIO E il calcio diventa per lui una vera professione: «A Mortara andavo in piazza a giocare per non pensare. Lì ho conosciuto un ragazzo, poi suo figlio, e ho iniziato ad allenarlo. Da lì è partito tutto: l’osservazione ufficiale per il Milan, gli anni alla Pro Vercelli, gli anni al Torino con lo scudetto Under 18, la collaborazione con la Figc. Il calcio mi ha salvato più della psicologia. Mi ha dato ritmo, valore, regole, uno sguardo». Nordine oggi è un allenatore, ma soprattutto un uomo che «ha guardato la morte negli occhi e ha scelto di vivere. Il mio libro è la mia verità. È la voce di chi è partito senza sapere se sarebbe mai arrivato. È il grido di chi, dopo aver perso tutto, ha imparato a vincere.
Perché i veri campioni non sono quelli che vincono le coppe, ma quelli che sopravvivono alle onde e imparano a farne musica.
Edoardo Varese

