Elezioni comunali Vigevano / Quel che dicono i numeri

Sono tanti i numeri di queste elezioni: certo quelli che hanno consentito a Paolo Previde Massara di diventare sindaco di Vigevano, ma quello da cui partire è 3670. Non sono i voti di una lista né la quota raggiunta dagli astenuti, si tratta di una cifra che descrive un fenomeno ancora più preoccupante dell’astensione per il benessere di un sistema democratico: 3670 sono gli elettori che a Vigevano non hanno neppure ritirato la scheda elettorale.

NUMERI Se tra chi si astiene molti compiono comunque una scelta e hanno in mano il documento che gli permette di cambiare idea in ogni momento, queste persone hanno compiuto una scelta diversa, autosospendendo il diritto costituzionale all’elettorato attivo (ed è difficile pensare che esercitino quello passivo) di fatto si sono poste al di fuori del sistema democratico. Se si tratti di una scelta consapevole o meno è lecito domandarselo, ma bisogna evitare semplificazioni perché l’elenco non si compone di una sola categoria; per intendersi non sono “gli stranieri” o “i giovani”, ma tra i 3670 c’è un po’ di tutto, persone di mezza età, anziani, under35, cittadini di origine straniera, una miscellanea che è indicatrice non di un disagio ben localizzato, ma del disinteresse che si radica in ogni parte della comunità cittadina: 3670 è un numero più grande dei voti che ha avuto la prima lista a queste elezioni, i 3441 del Pd. Il secondo numero è 122206. Sono i voti conseguiti da Paolo Previde Massara, il nuovo primo cittadino di Vigevano sostenuto da Forza Italia e dalla civica Lab27029, che al ballottaggio ha raggiunto il 57.28% contro il 42.72% di Rossella Buratti, candidata a capo di una coalizione con tutto il centrosinistra unito per la prima volta dai tempi del sindaco Valerio Bonecchi. Previde Massara ha avuto il sostegno di più del doppio dei 5963 cittadini che lo avevano appoggiato al primo turno.

I partiti di centrodestra sono andati separati e non hanno fatto apparentamenti, gli elettori del centrodestra sì.

ANALISI Un’analisi di Youtrend che si è concentrata su Vigevano per misurare le dinamiche interne alla destra ha evidenziato che l’81% degli elettori di Riccardo Ghia al secondo turno ha scelto Previde. Lega, FdI e Noi Moderati si sono riallineati a Forza Italia non per le decisioni delle segreterie, ma dei cittadini. E Vannacci? Qui i numeri sono due, 52% e 3476. Contrariamente a quanto lasciano intendere le dichiarazioni del segretario regionale degli Azzurri Alessandro Sorte – «vittoria straordinaria, battendo il campo largo e Vannacci» – proprio al ballottaggio Futuro Nazionale (il partito di Vannacci) ha confermato che il centrodestra dovrà fare i conti con lui, soprattutto a Milano e su scala nazionale: sempre Youtrend indica che solo il 41% degli elettori di Furio Suvilla (che era sostenuto da Futuro Nazionale ed è stato il primo candidato sindaco per cui Vannacci si è speso in prima persona, nel partecipatissimo comizio in Piazza Ducale) è tornato ai seggi domenica e lunedì per votare Previde Massara, quindi più della metà (52%) non si è presentata e il 7% ha optato per Buratti. In questo caso sembra valere «mi si nota di più se non vengo». Senza contare che i 3476 voti ottenuti da Suvilla sono stati fondamentali per mandare al ballottaggio Previde Massara e non Ghia, il candidato di Lega – FdI – Noi Moderati.

CONSIGLIO Nell’eventualità di uno scontro Buratti – Ghia la partita sarebbe stata molto diversa: con Previde a dover decidere come posizionarsi, le porte chiuse di Fi al resto del centrodestra, che ha deciso di andare da sola vincendo la scommessa, e la stanchezza nei confronti della maggioranza uscente emersa con chiarezza al primo turno, forse oggi le cronache nazionali parlerebbero di una storica vittoria del centrosinistra in una roccaforte del centrodestra lombardo. In conclusione, anche se in consiglio comunale Suvilla avrà un solo consigliere, nella partita interna alla destra Vannacci è tra i vincitori, è stato ago della bilancia e gli elettori, almeno nella città ducale, hanno consegnato una città ancora più spostata a destra di cinque anni fa. Basta guardare il consiglio: la maggioranza avrà i suoi 15 seggi, 9 di Fi e 6 della civica (che è ispirata da tante figure con un percorso iniziato nel centrosinistra, ma ormai transitate altrove), nella minoranza il centrodestra ne sommerà 4 (Lega, FdI, Vigevano Futura).

COALIZIONE RIUNITA Sempre all’opposizione il centrodestra si ritroverà a Mortara. Qui il numero è 1216, i voti guadagnati al ballottaggio da Fabio Farina e che da soli gli sarebbero quasi bastati per battere l’avversario Vittorio Testa (che ne ha presi 1494, oltre cinquecento in meno rispetto al primo turno). E dire che nella città dell’oca la “grande coalizione” era riuscita: Fi, FdI, Lega, Noi Moderati tutti a sostegno di Testa, che però è stato superato sia al primo turno sia al secondo da Farina, sostenuto solo da una civica, “Sveglia Mortara”. I cittadini mortaresi non hanno apprezzato né la travagliata esperienza della giunta uscente – interrotta anzitempo dalla morte di Ettore Gerosa e dal commissariamento – né la “reunion” giunta all’ultimo minuto utile dopo anni di divisioni cittadine.

SINISTRA UNITA Tornando a Vigevano, tra gli sconfitti c’è la coalizione di centrosinistra, il cui numero è 34.31%, la quota a cui si è fermata al primo turno. Un lavoro quinquennale, faticoso quanto meritorio, ha ricompattato tutte le anime “riformiste”, ma questo risultato innegabile non è stato in grado di portare Buratti oltre il 40% e al ballottaggio – pur partendo prima con 2427 consensi in più – di darle reali chance di vittoria (tanto che il risultato ha sorpreso ben pochi nella coalizione). Il centrosinistra non è stato ritenuto la prima scelta neppure presentandosi come principale alternativa a un’amministrazione bocciata seccamente dagli elettori nelle urne, tanto che alla fine ha vinto un candidato sostenuto da Forza Italia, che di quella giunta faceva parte. Il Pd, che è il primo partito per consensi in queste elezioni, ha perso voti rispetto a cinque anni fa e in minoranza siederà in un consiglio in cui il centrosinistra avrà 5 seggi su 24, conservando il terzo consigliere eletto – o il quarto, se Buratti rinuncerà – grazie alla buona performance di altre liste della coalizione che sono rimaste escluse (tra cui Vigevano Bene Comune).

MAGNIFICI 7 L’ultimo numero è 7, quello degli assessori che dovrà scegliere Paolo Previde Massara. Che primo cittadino sarà il neoeletto? Lo chiariranno le decisioni che prenderà per la squadra, che di fatto, secondo quanto ha dichiarato a caldo, è già pronta. Prime parole improntate a una grande determinazione che sembrano anche una risposta a chi lo aveva dipinto come un candidato di facciata per la scommessa politica (vinta) di Forza Italia. Gli azzurri otterranno il vice sindaco (sono la prima lista e Previde Massara ha sempre tenuto a sottolineare la sua anima civica, perciò sarebbe strana una scelta diversa), «un uomo o una donna», probabilmente con esperienza politica per permettere al neo-sindaco di poter contare da subito su un braccio destro in grado di mettere mano alla macchina comunale (Previde Massara come cursus honorum politico vanta solo un breve mandato da consigliere comunale di minoranza), il resto si vedrà.

Giuseppe Del Signore

Le ultime

Programma pastorale, un cammino di conversione

Imparare a “Fare bene il bene” in un cammino...

Mappamondo / Mayday Mayday

«Stiamo precipitando», «c’è sangue ovunque», «pensavo di morire». Sono...

A Mede tensioni per il fotovoltaico

«Vogliamo capire meglio quali sono stati gli accordi con...

Beato Matteo / Il racconto del frate amato da Vigevano

Chi era Giovanni Francesco Carreri? Il beato Matteo, patrono...

Login