Cento anni fa, durante un normale servizio di pattugliamento notturno nelle campagne medesi, due giovani militari dell’Arma dei Carabinieri persero la vita in una violenta sparatoria. L’appuntato Vincenzo Bellinzani e il carabiniere Francesco Bellinzona avevano rispettivamente 22 e 25 anni. L’Araldo di questa settimana riportò la notizia dei funerali ai due carabinieri.
«Noi non vogliamo qui riportare i particolari di quel macabro delitto che fu argomento in questi giorni per tutti i quotidiani d’Italia e che è stato consumato sul suolo della nostra cara Lomellina – scrisse il cronista del nostro giornale – Il ricordo del triste fatto non ci permette di frenare l’orrore e lo sdegno. Su tutta la onesta e laboriosa popolazione della Lomellina si è stesa un’onda di profonda tristezza; intere popolazioni si sono commosse; due povere famiglie furono gettate nel lutto: due tenere madri vionono strazione più doloroso e commovente».
Le indagini per individuare i responsabili dell’efferato delitto furono lunghe. Il Ministero degli Interni promise un premio di diecimila lire a chi sarebbe riuscito a fare arrestare entro il 31 luglio i responsabili del duplice delitto. Soltanto un anno dopo, però, gli inquirenti riuscirono ad assicurare alla giustizia Sante Pollastri, un pericoloso pregiudicato responsabile di diversi omicidi, tra cui anche quello di Mede. Condannato, rimase in carcere fino al 1958, quando il presidente della repubblica gli concesse la grazia.
Sul fronte della vita cittadina, il giornale riportava la notizia che un Comitato di «cittadini amanti del decoro e lustro di Vigevano», in accordo con la locale Società degli Esercenti ed Industriali, aveva indetto un’assemblea pubblica per promuovere la ricostituzione della Banca Cittadina
con seri intendimenti artistici.
Nella chiesa di san Dionigi, in occasione della festa di Sant’Eligio, patrono dei fabbri, nel corso di una solenne celebrazione presieduta da don Dell’Orbo, fu benedetta la bandiera del ricostituito Consorzio. Ne furono padrino il cav. Giorgio Rossi Casè e madrina la signora Minola. Un’analoga cerimonia, alla presenza del Sindaco e di molte autorità, si svolse il 29 giugno durante la quale fu benedetta la bandiera dei bambini dell’Asilo Deomini. Il vessillo fu donato dall’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra.
a cura di Carlo Ramella

