Un uomo è stato arrestato questa mattina a Vigevano dalla polizia per aver appiccato l’incendio ad un appartamento Aler di via Foscolo in cui era morto carbonizzato Roberto Iabichella, un uomo che aveva 60 anni ed abitava solo nella casa del quarto piano. All’inizio il rogo era sembrato accidentale ma le indagini del commissariato e della squadra mobile di Pavia hanno permesso di scoprire la responsabilità di una persona finita in carcere con l’accusa di omicidio, distruzione di cadavere e incendio.

L’arrestato per l’omicidio di Roberto Iabichella si chiama Francesco Manfrin, 48 anni, originario di Palestro ma domiciliato a Vigevano. La mattina dl 23 agosto nell’appartamento del quarto piano c’è stato un litigio tra i due sembra per una donna al termine del quale, secondo l’accusa, Manfrin avrebbe picchiato e tentato di strangolare l’amico. Poi ha cercato di depistare le eventuali indagini inviando messaggi di addio con il cellulare di Iabichella, In pratica voleva indirizzare l’inchiesta, sempre secondo la versione dell’accusa, sul suicidio. Ed alla fine per cancellare le tracce ha incendiato la camera da letto dell’appartamento del quarto piano. E si è allontanato. Ma gli agenti della squadra mobile coordinati dal commissario Andrea Lenoci, hanno voluto vederci chiaro e, con i colleghi dl commissariato di Vigevano, hanno esaminato le immagini delle telecamere della video sorveglianza e il traffico telefonico della vittima. Gli uomini del commissario Andrea Lenoci hanno imboccato la pista giusta. Sembra che Francesco Manfrin fosse stato ripreso mentre entrava nell’edificio delle case Aler di via Foscolo proprio la mattina dell’incendio del 23 agosto scorso, una domenica. Il Gip di Pavia ha accolto la richiesta della Procura ed ha messo l’ordinanza di custodia cautelare eseguita questa mattina della polizia.
Adriano Agatti


