Ammalarsi non è mai piacevole specie se il medico non ha tempo per visitare a casa e rilasciare il certificato da presentare all’Inps. Ma se fino a poco tempo fa il lavoratore rischiava di avere un giorno scoperto, dal 4 settembre l’ente di previdenza sociale ha cambiato le carte in tavola. La circolare 92 estende la tutela previdenziale al giorno immediatamente precedente il rilascio del certificato quando la visita avviene in ambulatorio e non soltanto a domicilio.
NOVITÀ Finora la retrodatazione di un giorno era ammessa solo dopo una visita domiciliare, con la nuova circolare la distinzione scompare, anche se restano condizioni precise. Tra queste, il medico deve indicare nel certificato la voce “dichiara di essere ammalato dal”, riferita al giorno precedente e quel giorno non può essere sabato, domenica o una festività infrasettimanale. E se il malanno capita proprio in queste giornate, allora va contattata la continuità assistenziale, ovvero la guardia medica. Nessun cambiamento per la retrodatazione che resta come sempre limitata a un solo giorno. Poche novità che rappresentano però un cambio di rotta da parte dell’Inps che considera anche la carenza di medici di medicina generale, i carichi crescenti e gli accessi su appuntamento come criticità per i lavoratori. Per l’ente, la vecchia regola creava una disparità tra chi veniva visitato a casa e chi doveva andare in ambulatorio,
COME PRIMA Restano valide tutte le altre regole. Il certificato va richiesto dal primo giorno in cui la malattia impedisce temporaneamente di lavorare e anche se di norma è il medico a trasmetterlo online all’Inps, il lavoratore deve comunque comunicare subito l’assenza al datore di lavoro secondo le regole del contratto. L’importante è controllare che siano corretti i dati, soprattutto l’indirizzo di reperibilità, così com’è utile conservare il Puc, ovvero il protocollo univoco del certificato. Con il certificato telematico non occorre poi consegnare all’azienda l’attestato: il datore può consultarlo tramite i servizi Inps. E se la trasmissione online non è possibile e viene rilasciato un documento cartaceo, il lavoratore deve inviarlo entro due giorni all’Inps e al datore di lavoro.
RETRIBUZIONE Parlando di retribuzione, l’indennità Inps è pari al 50% della retribuzione media giornaliera dal quarto al ventesimo giorno e al 66.66% dal ventunesimo al centottantesimo giorno, anche se i contratti possono prevedere integrazioni o percentuali diverse. Da non dimenticare che durante la malattia bisogna essere reperibili per la visita fiscale. Le fasce sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 tutti i giorni, compresi sabati, domeniche e festivi. Un’assenza ingiustificata può comportare sanzioni: alla prima assenza si può perdere l’indennità fino a dieci giorni; alla seconda si perde il 50% per il restante periodo; dalla terza si può perdere l’intera indennità. Il ritardo nella trasmissione del cartaceo può far perdere l’indennità per i giorni di ritardo. E se infine la malattia continua oltre la prognosi, serve un nuovo certificato.
Rossana Zorzato

