Garlasco, pioggia di critiche: il Comune risponde

«Una polemica di natura politica, che rispedisco al mittente». Così l’assessore comunale ai lavori pubblici, Francesco Santagostino, replica alle critiche della minoranza di “Garlasco civica” guidata da Mario Spialtini, riguardo alla manutenzione della rete fognaria.

LA POLEMICA Una situazione legata a una fortissima ondata di pioggia, che nella notte di mercoledì 9 settembre ha causato ingenti danni a strade ed edifici. Particolarmente colpita la zona dell’incrocio tra largo Primo Maggio e corso Cavour, uno dei punti più importanti della viabilità cittadina. Ora la minoranza vuole portare la questione in consiglio comunale, chiedendo all’amministrazione quali interventi siano stati effettuati sulla rete fognaria e se sia stata programmata una pulizia dei tombini prima dell’arrivo del forte maltempo.La discussione rischia però di assumere anche un carattere politico. Spialtini lega infatti la questione al prossimo appuntamento elettorale, visto che le amministrative sono previste per il prossimo anno. «Le fogne sono piene ma sotterranee, e non si vedono, mentre qui invece si vuole far vedere che si fanno cose, tipo manifestazioni come la sagra. Siamo a “panem et circenses”, insomma. Del resto il clima è quello delle elezioni».

GLI INTERVENTI Al di là dello scontro tra maggioranza e opposizione, resta sul tavolo una domanda concreta: quali interventi possono essere messi in campo? «Le bombe d’acqua come quella che ha colpito la città — spiega Santagostino — sono eventi eccezionali, che purtroppo accadono sempre più spesso: in 30 minuti è venuta giù la pioggia di un mese. E non ha fatto danni solo da noi, ma anche in altri paesi limitrofi. Questo vuol dire che il problema non è Garlasco, ma tutto il sistema fognario, che è di competenza di Pavia Acque, e che è dotato di collettori risalenti agli anni ’70/’80. La manutenzione ordinaria viene eseguita regolarmente, con la pulizia di tombini e “bocche di lupo”. È chiaro che se il gestore dovesse rifare tutta la rete territoriale, spenderebbe 2 o 3 miliardi di euro, mentre solo su Garlasco il costo si limiterebbe a un paio di milioni, con interventi strutturali eseguiti su un lungo periodo. È stato un evento eccezionale, cerchiamo di porre rimedio con la manutenzione ordinaria, anche ci vorrebbe un collettore più grande. Le critiche sono facili da fare, con discorsi di basso livello, che rimando al mittente».

Davide Zardo

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