La spesa pro capite in provincia di Pavia per il gioco d’azzardo è di circa 2300 euro, uno dei dati più alti dell’intera Lombardia. E’ uno spaccato inquietante della società pavese quello raccontato da uno studio del Laboratorio di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica, Consiglio nazionale delle ricerche. In Provincia il gioco fisico supera quello telematico.
TENDENZA Si tratta di un problema che si sta estendendo sempre di più perché le persone che finiscono nella rete del vizio del gioco negli ultimi anni stanno aumentando considerevolmente, sia tra i giovani sia tra i meno giovani. E’ in crescita, ad esempio, il numero dei pensionati che passano le loro giornate davanti alle slot nei bar e nelle sale gioco. Un vizio che porta spesso alla disgregazione delle famiglie anche in età avanzata, ma le ripercussioni personali sono solo la punta dell’iceberg del gioco d’azzardo sia legale sia clandestino. Esiste infatti un vasto problema di criminalità organizzata evidenziato più volte sia a livello investigativo da parte delle forze dell’ordine (Guardia di finanza in modo particolare) sia dalle commissioni parlamentari che nel corso degli anni hanno trattato un problema a cui non è stata mai trovata una soluzione per la salvaguardia delle persone indifese che sono finite nel vortice del gioco.
LA TESTIMONIANZA «La liberalizzazione del settore – spiega un investigatore che negli anni passati ha trattato il problema a livello repressivo – non ha affatto portato sicurezza; ha moltiplicato le opportunità per gli operatori onesti, ma ha offerto anche maggiore spazio alle intromissioni della criminalità organizzata. Dalle indagini svolte è sembrato subito chiaro che le mafie hanno saputo adattarsi. Non si tratta solo di organizzare il gioco illegale ma si infiltrano anche in quello legale: questo è il vero problema che va portato all’attenzione di tutti, anche degli stessi giocatori che, nonostante tentino la fortuna legalmente, senza rendersene conto diventano fonte di guadagno per organizzazioni criminali che ovviamente sono senza scrupoli». Quindi la criminalità organizzata sfrutta anche il gioco legale, ma come? «Il settore più a rischio è quello online che viene utilizzato come canale per il riciclaggio di denaro sfruttando server e circuiti esteri che sono fuori dal controllo dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli». Altro aspetto devastante del vizio del gioco sono i prestiti concessi a tassi altissimi a persone cadute in difficoltà economica per le perdite continue. A volte, in cambio di soldi da impiegare nelle slot oppure nelle scommesse sportive, vengono anche chieste prestazioni illecite: così il gioco può portare a nuovi ingressi, anche se a livello marginale, nelle fila della criminalità comune o organizzata.
Adriano Agatti

