Era l’estate scorsa quando la delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso aveva riempito le pagine dei giornali e riacceso le speranze dei cittadini: un imponente piano pluriennale da ben 8 miliardi di euro destinati al rilancio delle strutture sanitarie lombarde, all’interno del quale spiccavano circa 200 milioni promessi proprio all’ospedale civile di Vigevano per una riqualificazione strutturale e tecnologica completa. Cifre da capogiro, che fin dal primo momento si presentavano però esplicitamente soltanto “sulla carta” e a carattere meramente programmatorio, con stanziamenti ipotizzati soltanto a partire dal 2027 e subordinati al reperimento di risorse economiche ancora del tutto incerte.
OGGI IL SILENZIO Oggi, a pochi mesi da quel 2027 in cui dovrebbero arrivare 10 milioni, di quei “grandiosi investimenti” non si sente più parlare e tutto il dibattito sembra essere progressivamente sfumato nell’oblio. La sensazione di abbandono e di forte preoccupazione per il futuro della sanità vigevanese cresce giorno dopo giorno, alimentata quotidianamente da una realtà dei fatti che va in una direzione del tutto opposta a quella del sbandierato potenziamento.

E INVECE… ALTRI TAGLI Invece di assistere all’avvio concreto dell’iter progettuale o all’assegnazione di fondi per il rilancio del presidio ospedaliero ducale, i cittadini, i pazienti e gli stessi operatori sanitari si trovano ora a dover fare i conti con un ulteriore e progressivo impoverimento dei servizi essenziali offerti sul territorio. Tra le notizie più allarmanti ed emblematiche di questa fase c’è infatti la decisione di togliere all’spedale di Vigevano anche il reparto di Chirurgia Vascolare, un presidio e un tassello assistenziale fondamentale per il territorio che rischia ora di essere fortemente ridimensionato, se non addirittura smantellato del tutto. Il nuovo piano di riordino sanitario prevede infatti che dal primo gennaio 2027 ci sia lo stop all’attività specifica, che fissa a 30 il limite minimo di interventi all’anno per garantire gli standard operativi. Nel frattempo, sul fronte politico locale e regionale la situazione resta desolatamente bloccata. Il consigliere regionale della Lega, Andrea Sala, ha recentemente cercato di rassicurare l’opinione pubblica dichiarando che «qualcosa si sta muovendo dietro le quinte», ma al momento non ci sono atti formali da parte della Regione.
SORRISO AMARO Il sindaco di Vigevano, Paolo Previde Massara, a domanda specifica, sorride amaramente: «Questi soldi non sono mai esistiti. Ci si potrebbe pensare se almeno ci fosse un progetto». Mentre la data del 2027 indicata nei vecchi prospetti appare ancora lontana e priva di qualsiasi garanzia economica reale, si continua nei fatti a “smantellare” i servizi di Vigevano e a privare la città di realtà sanitarie importanti nel silenzio delle istituzioni. Il timore, sempre più diffuso, è che i tanto reclamizzati 200 milioni siano destinati a rimanere soltanto l’ennesima promessa estiva da propaganda, destinata a sciogliersi e svanire nel nulla.
Massimo Sala

