Non è certo una nuovissima uscita, ma forse questo ritardo non è neanche troppo sbagliato per un disco che si intitola “Fuori Tempo Massimo”, l’album d’esordio solista di Alessandro Zappulli. Classe 1985, di origini romane ma trapiantato a Brescia, Alessandro affonda le sue radici artistiche nel cantautorato indipendente e alternativo italiano, senza nascondere un forte legame con le sonorità della new wave fiorentina.
Il risultato di questa commistione è un disco di 10 brani che spazia con disinvoltura tra cantautorato, pop ricercato, indie-rock e incursioni in territori synth di evidente matrice anni ‘80, arricchito da passaggi in cui i pad creano atmosfere quasi cinematografiche, perfette per una ipotetica colonna sonora. I testi si dimostrano fin da subito mai banali: sono ricercati, brillanti e profondamente introspettivi. La scaletta trova un ottimo equilibrio tra pezzi più immediati e incalzanti come “La Ruota”, brani come “La Più Grande Tentazione” — capace di fondere con efficacia indie-rock, elettronica e cantautorato —, e traccia dalle venature folk-rock come “Una Notte di Digiuno”. Sul fronte dei singoli, il percorso d’ascolto offre spunti davvero notevoli. Il primo estratto, “Le Spose”, sorprende con un inizio da intima ballata che sfocia poi in uno stoner rock dall’incedere lento, pesante e inesorabile. A fargli da contraltare arriva “Non Trovi Anche Tu”, secondo singolo che riprende da vicino le sonorità e il carattere di quel cantautorato indie-rock italiano che ha segnato i primi anni 2000. In questo contesto, la title-track risulta forse il pezzo più azzeccato e rappresentativo dell’intero lavoro:
racconta la sensazione di vivere costantemente in ritardo rispetto alle aspettative, ai ritmi frenetici e alle scadenze imposte dal mondo esterno.
Un senso di inadeguatezza che viene però accettato con consapevolezza, scegliendo di tirare avanti per la propria strada, seguendo la propria visione e i propri tempi, anche a costo di andare contro corrente — sia nella vita che nella musica. “Fuori Tempo Massimo” si rivela così un esordio maturo, solido e convincente. Alessandro Zappulli firma un album introspettivo ma al tempo stesso accessibile, capace di parlare alla propria generazione in modo onesto, diretto e coerente, affrontando i temi delle promesse infrante, delle incertezze del presente e delle aspettative disilluse. Potete trovarlo sulle principali piattaforme di streaming musicale e all’interno della playlist Spotify ufficiale della nostra rubrica.
Cesare Bonomi

