È mezzogiorno. Il piccolo Amir, milanista convinto, sfoggia con orgoglio uno zaino rossonero mentre esce dalla scuola primaria “Maria Diletta Manera”. È uno dei bambini di Mede, circa una cinquantina, che fino a venerdì 25 settembre hanno usufruito del servizio mensa provvisorio offerto dall’oratorio San Giovanni Bosco.
PICCOLETTI SCATENATI «Questo — spiega l’ex insegnante Giovanna Pregnolato — in attesa che parta la mensa scolastica». È uno dei vantaggi del pre-post scuola che vede impegnati una ventina di volontari tra cucina, bar, distribuzione dei pasti e accompagnamento dei ragazzi lungo il percorso dall’istituto all’oratorio.
Il merito — continua Giovanna — è di don Alessio Casoni, il vice-parroco, che sognava di fare qualcosa del genere e ha trovato in me un’ottima alleata. Ormai siamo al terzo anno.
Cinquanta piccoletti scatenati, liberi finalmente di sfogarsi dopo quattro ore passate sui banchi. E altri dieci arriveranno nel pomeriggio, per studiare e fare i compiti.
BUON APPETITO! Tra i volontari c’è anche Giovanni Zago, il marito di Giovanna, che con pazienza accompagna e sorveglia i bambini. Mi presenta Giorgia, detta “la show-girl” perché cura i balletti e le animazioni di gruppo. Bea invece sbuffa, è stanca e non vede l’ora di mangiare qualcosa. Una bambina attrezzatissima con boccettine di smalto si offre di farmi la manicure e dipingermi le unghie. Accetto volentieri, ma ormai il pranzo è pronto, e i cinquanta piccoli affamati scalpitano. Oggi come primo ci sono i fusilli al pesto, ma per sedersi a tavola non si va tutti in una volta. Nel salone accanto a quello in cui si pranza, i piccoli studenti, fino a poco prima intenti a giocare, attendono di essere chiamati con l’iniziale del nome: «Vadano a tavola tutti quelli con la P… Con la E… Adesso quelli con la C». E così via. Prima di mangiare, un canto propiziatorio e due parole di ringraziamento da don Alessio. Poi, in un tintinnare di posate, altre due parole pronunciate a gran voce da tutti: «Buon appetito!»
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