Come si annuncia Cristo oggi? È la domanda che ha guidato il Consiglio episcopale permanente della CEI, riunito a Roma dal 21 al 23 settembre sotto la presidenza del cardinale Matteo Zuppi.
LA PRIORITÀ Raccogliendo l’invito di Leone XIV a essere comunità «più libere di annunciare Cristo», i vescovi hanno indicato una priorità: rendere il Vangelo riconoscibile nella vita quotidiana, attraverso l’ascolto, la vicinanza e la testimonianza. La trasmissione della fede, osserva il comunicato finale, non può essere data per scontata neppure tra chi frequenta la Chiesa. Servono percorsi continui, nutriti dalla Parola, dalla preghiera e dall’Eucaristia, una formazione che parta dagli adulti e una rinnovata attenzione all’iniziazione cristiana. Accogliere chi si avvicina per la prima volta o riprende un cammino interrotto chiede comunità capaci di accompagnare le persone nelle diverse stagioni della vita. Anche la pratica dei sacramenti interpella le famiglie. Annuncio e responsabilità sociale procedono insieme.
FEDE VISSUTA Nel cinquantesimo anniversario del convegno ecclesiale su evangelizzazione e promozione umana, i vescovi richiamano il contributo dei laici nella scuola, nella sanità, nel lavoro, nella cultura e nella vita pubblica. Una fede pensata e vissuta, capace di senso critico, può aiutare a leggere le trasformazioni del presente senza cedere alle semplificazioni. Il cammino sinodale entra intanto nella fase della verifica. Le Chiese locali saranno coinvolte nel discernimento sulle pratiche avviate, in vista dell’appuntamento ecclesiale nazionale del 2028. Il Consiglio ha inoltre deciso di avviare una riflessione sui criteri di una possibile riforma dello Statuto della CEI, per rendere le strutture più funzionali alla missione; le proposte passeranno poi all’Assemblea generale. Uno spazio specifico è dedicato ai sacerdoti e alle fatiche del ministero.
LE VIE INDICATE Fraternità presbiterale, ascolto e corresponsabilità con i laici sono le vie indicate per sostenere la gioia della vocazione. L’11 e il 12 dicembre il clero italiano si ritroverà a Roma per una veglia e un incontro con Papa Leone XIV. Guardando alla società, i vescovi chiedono un impegno concreto per una pace «disarmata e disarmante». Il richiamo si intreccia con gli anniversari di san Francesco e Assisi. Sul fronte educativo invitano famiglie, scuole e comunità a offrire ai giovani adulti capaci di ascolto, tempo per lo studio e strumenti di pensiero critico, usando anche le opportunità dell’intelligenza artificiale al servizio della persona. Sul fine vita ribadiscono la contrarietà a eutanasia e suicidio assistito, distinguendo il rifiuto dell’accanimento terapeutico dall’intenzione di procurare la morte. Chiedono accompagnamento, sostegno alle famiglie e maggiore diffusione delle cure palliative e della terapia del dolore.
don Carlo Cattaneo

