Mappamondo / Mayday Mayday

«Stiamo precipitando», «c’è sangue ovunque», «pensavo di morire». Sono alcune delle testimonianze dei passeggeri che il 30 settembre si trovavano a bordo del volo Flydubai partito da Dubai e diretto a Tel Aviv. Uno dei piloti, armato di coltello, ha aggredito il comandante e avrebbe poi cercato di far precipitare l’aereo. La strage è stata evitata solo grazie al pronto intervento di alcuni passeggeri.

Gli attacchi contro gli aerei di linea non sono certo una novità, ma i tempi cupi in cui il terrorismo internazionale ricorreva frequentemente a dirottamenti e attentati contro velivoli civili sembravano appartenere a un passato ormai lontano. Poche settimane fa è stato ricordato il venticinquesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre. Ancora prima c’era stata la strage di Lockerbie, che distrusse il volo Pan Am 103 con 270 persone a bordo. La Guerra fredda stava per concludersi quando, il 21 dicembre 1988, mentre sorvolava la piccola località scozzese di Lockerbie, il Boeing 747 esplose in volo. Dopo indagini durate anni, fu condannato un membro dell’intelligence libica. Erano gli anni in cui alcuni Stati, primi fra tutti l’Iraq, la Siria ma soprattutto la Libia del colonnello Gheddafi, cercavano di influire nella politica internazionale a suon di bombe:

o finanziando alcuni gruppi armati, come i dissidenti dell’OLP –Abu Nidal in primis– o provvedendo direttamente alla preparazione di attentati, come dimostrò il caso di Lockerbie.

Una delle logiche alla base di quelle azioni terroristiche internazionali era il publicity terrorism: vale a dire colpire obiettivi spettacolari per attirare l’attenzione dei media e dare visibilità alla propria causa. In questo i gruppi armati palestinesi erano maestri. Compresero che trasferire la lotta fuori dal Medio Oriente, colpendo soprattutto l’aviazione civile, consentiva di raggiungere un pubblico mondiale. Se non era possibile abbatterli si poteva comunque sequestrarli. Fu la fine che fecero diversi velivoli e, con loro, numerosi passeggeri innocenti. Il caso più emblematico fu quello del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina quando, nel settembre del 1970, i suoi militanti tentarono di impadronirsi quasi contemporaneamente di diversi aerei di linea. Tre furono condotti a Dawson’s Field, una pista nel deserto giordano trasformata per alcuni giorni in un enorme palcoscenico mediatico. Dopo aver fatto scendere i passeggeri, i terroristi fecero esplodere gli aerei davanti alle telecamere. Era esattamente ciò che cercavano: trasformare un’azione terroristica in un evento mediatico globale.

Matteo Re, docente Università di Madrid

Le ultime

A Mede tensioni per il fotovoltaico

«Vogliamo capire meglio quali sono stati gli accordi con...

Beato Matteo / Il racconto del frate amato da Vigevano

Chi era Giovanni Francesco Carreri? Il beato Matteo, patrono...

11 ottobre, XXVIII Domenica del Tempo Ordinario

Dio prepara una festa e noi rischiamo di avere...

Beato Matteo / Luna Park, lo spettacolo che viaggia

«Siamo portatori di uno spettacolo che viaggia, è così...

Login

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui