Viaggio in Paese / Cergnago, dove la politica è una passione di famiglia

Una passione di famiglia. È quella che lega Marco Bagnoli a Cergnago, il paese di cui è sindaco dal 2009.

TUTTO IN FAMIGLIA Al suo quarto mandato consecutivo, iniziato nel 2024, il 59enne Bagnoli “eredita” il ruolo dal fratello Simone, medico, che ha ricoperto la carica di primo cittadino per 15 anni. «Cergnago — racconta Marco Bagnoli — è stato uno dei primi paesi in Lomellina a interrompere il governo della sinistra. La nostra comunque è una lista civica, anche se ispirata ai valori del centrodestra. Già si fa fatica a trovare le persone, figuriamoci se ci divide sul discorso politico». Sindaco a Cergnago, è impiegato amministrativo nel Comune di Cilavegna, dove dal 2011 è anche direttore della residenza per anziani Casa Serena. Qual è il posto che dà più soddisfazioni?

La casa di riposo dà tante preoccupazioni, ma è appagante. Certo l’esperienza del Covid ci ha segnato, eravamo allo sbando, ma tutti sono stati encomiabili e non abbiamo avuto vittime tra i 250 operatori.

Marco Bagnoli

DOPPIA VISIONE Cosa si prova a essere dipendente di un Comune e sindaco di un altro? «É una doppia visione: da una parte ci sono gli adempimenti amministrativi, dall’altra un indirizzo politico. Io lo considero un vantaggio, che mi permette di sapere già come muovermi». Come si vive a Cergnago? È un posto che consiglierebbe a chi viene magari da una grande città? «Siamo a pochi chilometri da Mortara, e abbiamo un servizio di pullman. In paese ci sono un dispensario farmaceutico, l’ambulatorio medico, due ristoranti, un bar, una tabaccheria e un negozio di alimentari. È un posto tranquillo, abbiamo anche un parco giochi. Abbiamo registrato un calo demografico e d’altro canto un aumento delle migrazioni di stranieri, che dovrebbero essere controllate dalle politiche centrali». RISORSE E se gi stranieri diventassero una risorsa?

Non è una connotazione per forza negativa, semplicemente è cambiata la tipologia degli abitanti.

«Diciamo che si diventa esecutori di decisioni prese da altri. Fino a pochi anni fa non avevamo nemmeno l’assistente sociale, adesso è indispensabile. Se c’è da prendersi cura di un anziano indigente, di un minore affidato dal Tribunale, il Comune può raggiungere il dissesto finanziario come hanno rischiato di fare a Breme, Ceretto, Sant’Angelo. E poi qui adesso ci sono molte case abbandonate, è una situazione impensabile fiino a 30 anni fa. Una cosa positiva dal punto di vista fiscale è che l’Imu è all’8,5% e che non abbiamo l’addizionale Irpef, forse unico caso in provincia di Pavia. Il rammarico è che le scuole non ci sono più, sono state chiuse quando Enrico Berlinguer era ministro all’istruzione, perché non c’era il numero minimo di alunni».

I personaggi / Quella volta che crollò la torre

Ferdinando Guallini

Al cane Biagio piacciono le coccole. Soprattutto i grattini sulla pancia, che Deybra, la barista del Roma Cafè, gli dispensa. «Alle sette vado via — dice alla padrona del pelosone — ma lo porto via con me». Lui la guarda estasiato, l’altra ride. Posto tranquillo, il Roma Cafè, con una clientela affezionata e un ambiente rilassante. C’è persino un cortile sul retro, dove il telefono prende meglio. Prendo una Coca con ghiaccio e limone, e una brioche. Due chiacchiere, pago ed esco. Il consigliere comunale Ferdinando Guallini è una delle memorie storiche del paese. Lo incontro al termine della messa pomeridiana, e si offre gentilmente di accompagnarmi a casa in macchina. Le storie che ha da raccontarmi sono tante, dal palazzo Plezza — il vecchio castello — alla chiesetta della Madonnina di Santo Stefano sulla statale tra Cergnago e Olevano, ricostruita tre volte, al crollo della cima del campanile lo stesso giorno di un matrimonio. «Per fortuna — commenta — nessuno si è fatto male».

Tutti insieme per la corsa delle auto a pedali

Auto a pedali

Cergnago non sarebbe Cergnago senza la sagra del risotto, che da 43 edizioni, grazie ai cuochi della Pro loco, a settembre è ormai un appuntamento imperdibile per i palati fini. «Dobbiamo fare una riunione in questi giorni per tirare le somme della manifestazione con i dati esatti — spiega la presidente Orietta Bianchi, alla guida del sodalizio dal 10 luglio 2023 — ma il bilancio a grandi linee è comunque positivo: venerdì, sabato e domenica abbiamo avuto una grande affluenza di pubblico». La corsa delle automobiline a pedali, poi, ha riscosso un grandissimo successo. Erano in gara le squadre di Cergnago, che ha vinto con due vetture, Castello d’Agogna, Robbio, Gambolò, Garlasco e Mortara. Un modo per tenere viva la comunità, nel segno del lavoro di squadra, con grandi e piccoli uniti in un impegno comune, per divertirsi e sentirsi un’unica grande famigllia.

Lo spirito del luogo / Quel voto alla Madonna del rosario

Cergnago è stato risparmiato dal Covid. Merito di un voto che don Paolo Ciccotti ha fatto alla Madonna del rosario, facendolo sottoscrivere ai suoi parrocchiani. «Non è una cosa che abbiamo divulgato troppo — spiega il sacerdote — perché non ci andava di essere considerati “speciali”. In fondo cosa abbiamo di più meritevole rispetto ad altre comunità? Eppure durante la pandemia a Cergnago nessuno è morto per colpa di questo virus che ci aveva spaventato molto. Un giorno ero in chiesa a pregare e ho visto la corona cadere dalla testa della statua della Vergine. Mi è sembrato un segno, così l’ho pregata che ci proteggesse tutti e in cambio l’avremmo venerata in modo particolare come nostra regina la prima domenica di ottobre, festa della Madonna del rosario. La corona del rosario contro il corona-virus, insomma». Don Ciccotti nel 2023, dopo la chiusura del bar Unico, aveva istituito il “caffè del Don”, mettendo a disposizione i locali dell’oratorio per offrire la colazione a chi si recava al mercato il lunedì mattina.

don Ciccotti

Un esperimento di socializzazione che si era interrotto per motivi burocratici, ma che era rimasto nel cuore dei cergnaghesi. Così come il commento al Vangelo in dialetto trasmesso in video dallo studio del parroco durante la pandemia, e l’omelia in diretta Facebook a bordo dell’auto la domenica, andando a trovare la mamma. Infine il volume “I racconti di padre Teofilo” a metà strada tra la favola dal sapore autobiografico e l’omaggio a Giovannino Guareschi. E a proposito del grande scrittore, la cui madre era insegnante elementare: «Andiamo a trovare la maestra Giovanna Bacchella — mi fa don Paolo — che sa tante cose su Cergnago, così le facciamo una foto». Abita a due passi dalla canonica, è una signora 86enne (signorina, tiene a precisare) molto gentile, ma per la foto niente da fare. Troppa modestia. Eppure ha tenuto testa a tre generazioni di alunni. «Ancora oggi — racconta – ne incontro qualcuno che ho avuto in classe, e dopo di lui il figlio e il nipote». Chi era il più indisciplinato, o il più “testone”? Lei sospira, lo sguardo al cielo. «La maestra Giovanna — interviene diplomaticamente il parroco — trova sempre il lato positivo in ciascuno di noi».

Davide Zardo

Le ultime

Diocesi di Vigevano, nuova nomina per don Signorelli

Mons. Vescovo ha accettato la rinuncia di don Luca...

All’Omodeo bus in ritardo da Gambolò

Alunni in classe con quasi venti minuti di ritardo...

Bambini, allarme obesità infantile

Le nuove linee guida dell’Oms sull’obesità infantile riportano l’attenzione...

Nuovo ospedale, sogno e illusione

Un piano d’investimenti imponente e una promessa di modernizzazione...

Login

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui