Giovedì si è riunito un tavolo di coordinamento convocato dalla Prefettura di Pavia per contrastare gli eccessi della “movida” e studiare le soluzioni per contenerli. Tra le opzioni prese in esame la chiusura anticipata di bar e ristoranti, il divieto d’asporto di alimenti e bevande sulla falsariga di quanto deciso a Milano e un filtro agli accessi nelle aree più frequentate, come si sta pensando di fare a Brescia. «Le aperture serali – precisa il vice sindaco di Vigevano Andrea Ceffa – rappresentano l’aspetto più critico. Sarebbe servita, da parte di Governo e Regione, una ripartenza più graduale almeno per la “movida”.
Il problema non si è avuto solo a Vigevano, una riapertura così immediata è stata come scoperchiare una pentola a pressione, come aprire le paratie di una diga: è normale che ci sia un’inondazione
LAMENTELE In città le criticità maggiori sono state venerdì sera. «La nostra preoccupazione – racconta Ceffa – è stata disperdere gli assembramenti più evidenti, soprattutto in via Giorgio Silva con centinaia di persone presenti, come ho constatato di persona e dove siamo intervenuti con Polizia Locale e Polizia di Stato». Diversi cittadini si sono lamentati della scarsa incisività dei provvedimenti, chiedendo un maggiore presidio delle forze dell’ordine. «Mi hanno chiesto perché non abbiamo multato, ma come potevamo sanzionare centinaia di persone? Se tu consenti di prendere da bere senza stare al tavolo, succede quanto accadeva già prima del lockdown. E non si può scaricare la responsabilità sui Comuni, perché altrimenti avremmo bisogno dell’esercito; è fisiologico che nelle strade strette e nelle piazze si formino assembramenti».

SOLUZIONI Secondo il vice sindaco bisognerebbe pensare a ridurre la finestra di apertura delle attività di ristorazione. «Con orari diversi forse si potrebbe attenuare l’affollamento, almeno in questa fase. In ogni caso la Prefettura ha fatto bene a chiedere un confronto, perché le ordinanze sono efficaci se tutto il territorio le adotta, altrimenti basta spostarsi nella città accanto.
Se ti contagi altrove, poi sempre a Vigevano torni
Più difficile pensare di contingentare l’accesso a determinate aree: «Si tratta dello strumento che assicura il controllo maggiore, ma al contrario del mercato non è facile delimitare il centro storico. Dovresti avere un checkpoint a ogni varco, con un dispiegamento di forze rilevante, e rischieresti di formare assembramenti all’ingresso». L’opzione Milano invece «potrebbe essere una soluzione in abbinamento alla limitazione dell’orario».
LUCI E OMBRE In attesa delle decisioni, il bilancio del primo fine settimana di libertà è contrastato per l’amministrazione comunale. «In generale – spiega il vice sindaco – la riapertura delle attività, non solo di ristorazione, non ha fatto emergere grosse difficoltà, le attività commerciali hanno adottato le modalità di sicurezza previste nonostante il preavviso limitato. Anche i cittadini sono stati perlopiù rispettosi, qualcuno senza mascherina c’è stato, ma pensavo sarebbe stato peggio».
Giuseppe Del Signore

