L’evoluzione dell’epidemia tra aprile e maggio ha aperto la fase 3

Nell’ultima settimana di maggio i positivi in Italia sono diminuiti di un quarto. Occorre paragonare l’evoluzione del contagio negli ultimi due mesi per comprendere il cambiamento del quadro epidemiologico rispetto alla fase più acuta del contagio:

in Lombardia il 1 giugno i ricoverati in terapia intensiva sono 167, il 1 maggio erano 563, il 1 aprile 1342, rispettivamente -70.3% e -87.6%.

Le cifre indicano gli effetti delle misure di distanziamento sociale e dimostrano come la pressione sul sistema sanitario nazionale si è attenuata in maniera significativa.

POSITIVI Le persone che “attualmente” risultano infettate dal Sars-CoV-2 sono 41367 (01-06), un mese fa erano 100943, due mesi fa 80572, segno che tra aprile e maggio l’epidemia ha continuato la sua corsa (+25.3%) per poi perdere la sua spinta nelle ultime settimane, tanto che in maggio sono diminuite del 59% e nell’ultima settimana del 25.2%. Il percorso dei dati mostra anche che, a circa un mese dall’introduzione del lockdown in tutta Italia, l’infezione non era affatto “domata” e che lo “spazio di frenata” del treno Covid-19 è stato ampio. E racconta anche come la velocità del cambiamento non sia la stessa dappertutto: in Lombardia tra aprile e maggio i positivi sono aumentati in proporzione maggiore rispetto al resto della penisola (+41.6%), per poi decrescere in maniera più lenta (-42.8%), anche negli ultimi sette giorni (-17.3%).

Fase 3 evoluzione contagiati (fonte Gimbe)
evoluzione contagiati (fonte Gimbe)

POSTI LETTO La stessa differenza di velocità tra Italia e Lombardia si ritrova nel ritmo con cui diminuisce la pressione sui sistemi ospedalieri. Il Belpaese ad aprile aveva 4035 ricoverati in terapia intensiva, passati a 1578 a inizio maggio (-60.9%) e a 424 a inizio giugno (-73.1%, ma anche -21.6% in una settimana), viceversa a livello regionale erano 1342, poi 563 (-58.0%) e 167 (tra 25-05 e 01-06 -14.8%). Discorso analogo per i ricoverati con sintomi: -38.1% (aprile-maggio), -65.3% (maggio), -25.5% (25-05 / 01-06) sul piano nazionale, -44.4%, -53.5% e -25.2% nel contesto lombardo.

GUARITI Un fattore che pesa sempre di più è quello di chi ha superato il Covid-19, le guarigioni erano 16847 due mesi fa, il 15.2% del totale delle persone colpite dal coronavirus; ora sono 158355 (01-06), il 67.9%, con un incremento dell’840% da aprile a oggi e del 102% tra l’inizio e la fine di maggio. Una corsa che sembra frenare nell’ultima settimana, in cui si è avuto un +11.5%. Tuttavia in Lombardia questo percorso è stato diverso, perché i dimessi – la Regione considera guarito chi è uscito da una struttura sanitaria – sono saliti da 11415 a 52194, +357.2%.

Fase 3 andamento contagi (fonte Gimbe)
andamento contagi (fonte Gimbe)

DIREZIONE UNIVOCA Contagiati, morti e tamponi sono tre categorie che possono andare solo verso l’alto. I primi sono aumentati del 110.9% tra 1 aprile e 1 giugno in Italia e del 99.2% in Lombardia, ma nell’ultimo mese il cambio di passo è evidente, rispettivamente +12.4% e +16.6%. I secondi del 154.5% e del 112.4% nel primo arco temporale e del 18.6% e 16.4% nel secondo. I terzi infine sono cresciuti del 279.3% tra aprile e maggio e dell’86.3% nelle ultime quattro settimane, a livello regionale del 221.7% e del 93.9%, segno che la diagnostica ha subito una forte accelerazione a partire dalla fine di marzo, per poi andare a regime nel periodo successivo. L’inerzia dell’epidemia conferma l’efficacia delle disposizioni restrittive e consente di guardare all’estate con un po’ di fiducia, ma solo a patto di fare tesoro dei comportamenti “virtuosi” assunti durante il lockdown, che hanno ridotto la circolazione del virus.

Giuseppe Del Signore

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