Coprifuoco, Vigevano e Mortara dicono no alle piazze chiuse

Regione Lombardia e Ministero della salute hanno introdotto ieri il blocco della circolazione dalle 23 alle 5 del mattino fino al 13 novembre.

Nel territorio regionale ci si potrà muovere solo per «spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute» oppure per «il rientro presso il proprio domicilio». Chi si sposterà dovrà avere un’autodichiarazione attestante i motivi dell’uscita.

Il “coprifuoco” si aggiunge alle misure introdotte domenica col Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte e in vigore sempre fino al 13 novembre. Circa un mese durante il quale, se i provvedimenti saranno efficaci, si spera di rallentare i contagi. Di fatto il Consiglio dei ministri chiede agli enti regionali e locali di coordinare con le istituzioni nazionali risposte adatte alla specifica situazione epidemica di ciascun territorio. Fermo restando che la circolazione dovrebbe essere ridotta anche dall’assenza di occasioni ricreative, dal momento che sono sospese sagre, fiere, convegni, congressi e che per i servizi di ristorazione l’attività è consentita «dalle ore 5 sino alle 23 con consumo al tavolo e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo». Consegna a domicilio e asporto fino alle 23. Capitolo sport, in Lombardia di fatto una sola novità, dopo che la Regione aveva già sospeso gare, competizioni e attività delle associazioni e società dilettantistiche, fermando gli atleti che non sono professionisti e anche il campionato amatori del Csi. Ora le società dilettantistiche potranno organizzare degli allenamenti, ma solo in forma individuale e garantendo una distanza di due metri tra ciascun atleta.

VIGEVANO Per Andrea Ceffa, sindaco di Vigevano, più dei blocchi notturni o delle chiusure di strade e vie conta l’impegno dei cittadini. «In questo momento non ci sono elementi per pensare a misure di questo genere, già nello scorso weekend mi è sembrato che la situazione fosse migliore rispetto ai precedenti».

Io faccio appello al senso civico dei cittadini, perché mi auguro di non dover adottare provvedimenti simili

Elezioni Vigevano 2020 - Ceffa tricolore

Anche per rispetto dei locali che assicurano ai vigevanesi un po’ di svago: «Quasi tutti i ristoratori – spiega Ceffa – hanno affrontato importanti investimenti per essere a norma, questi sforzi non possono essere vanificati perché gli avventori non si attengono a comportamenti virtuosi sia nei pressi del locale sia sulla pubblica via. Ci vuole un aiuto anche da parte di chi frequenta la movida, altrimenti si rischia una nuova chiusura». Qualunque provvedimento per il primo cittadino vigevanese dovrà essere concertato a livello provinciale o, se possibile, interprovinciale, perché «se un comune chiude le strade o adotta un coprifuoco, ma a pochi chilometri ci si muove liberamente, il risultato è solo di spostare gli assembramenti».

MORTARA Nessun coprifuoco, e nessuna via mortarese chiusa. Almeno per ora.

Prima di tutto – esordisce senza mezzi termini Marco Facchinotti, sindaco di Mortara – sono imbufalito per lo scaricabarile del Governo sui sindaci. Roma cosa ci sta a fare? E’ facile scaricare sui sindaci ulteriori responsabilità

Mortara il sindaco Facchinotti
il sindaco Facchinotti

Una posizione condivisa da molti primi cittadini. «Per la nostra città – precisa – non vedo la necessità di coprifuoco o chiusure di vie. Non ci sono assembramenti particolari anche grazie al clima autunnale che fa rintanare in casa appena possibile. Ma teniamo alta l’attenzione, se servirà una stretta ulteriore, non esiterò a prendermi le mie responsabilità». Nel tessuto mortarese sarebbe difficile chiudere delle vie o anche limitare gli spazi nelle piazze. «Un punto da tenere sotto controllo è il parchetto di via Mirabelli, valutiamo una chiusura serale». Anche i controlli sono in atto. «Sabato pattuglie della Polizia locale e dei Carabinieri sono passate nei locali. Non sono state elevate multe. I controlli continueranno e, se sarà necessario, saranno presi provvedimenti. Dobbiamo essere vigili e lavorare affinché la diffusione del virus si riduca».

Giuseppe Del Signore, Giorgio Giuliani

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