Lutto a Gambolò, l’addio ad Alberto Piccolini

Come un film già visto… così ho commentato a caldo il drammatico incidente e la morte di Alberto Piccolini; già visto perché purtroppo tanti incidenti avvengono  sulle nostre strade ma soprattutto un film non solo visto ma già vissuto sulla mia pelle di sacerdote. Ancora un giovane di Gambolò che ha perso la vita, ancora una famiglia distrutta dal dolore, ancora altre famiglie che piangono e non si danno pace, ancora giovani che si interrogano sulla vita e la morte, ancora adolescenti che non si capacitano di aver perso un amico e devono fare i conti con il primo grande dolore della propria vita. Un dolore anche per me sacerdote che mi ha fatto dire ai nostri ragazzi amici di Alberto che soffriamo tutti insieme e siamo davvero tutti sulla stessa barca.

Ancora lacrime anche per me quando un padre disperato ti urla tutto il suo dolore al telefono per un figlio che non c’è più perché il suo cuore ormai ha smesso di battere poche ore dopo l’incidente o quando una madre si chiede e ti chiede dov’è Dio a cui è facile dare tutte le colpe e non hai risposte immediate.

Ho conosciuto Alberto e il fratello Alessandro appena arrivato a Gambolò e li ho avuti entrambi come studenti alle scuole medie dove insegnavo religione. La sua famiglia ha collaborato per lungo tempo al bar dell’oratorio e nelle varie attività di aggregazione. Entrambi hanno fatto gli animatori al grest e poi in modo particolare Alessandro mi ha seguito qui in parrocchia a Vigevano al Sacro Cuore. Anche Alberto si è aggregato e sui social dell’oratorio abbiamo voluto postare una foto che lo ritrae sorridente al Parco degli Alpini durante il grest 2020 denominato Summerlife.

Pur lavorando e facendo i turni, sapendo che era necessario avere animatori maggiorenni, appena tornava dal lavoro veniva a fare l’animatore. L’anno prima non lavorando ha svolto il suo servizio a tempo pieno e spesso arrivava prima la mattina o andava via dopo la sera perchè si fermava con altri ragazzi ad allenarsi al parco o sul campo dal calcetto per “farsi il fisico”. Qui in oratorio ha stretto grandi amicizie, usciva frequentemente coi ragazzi della parrocchia anche più giovani e coetanei del fratello.

Era venuto a messa la vigilia di Natale e avevo saputo della sua nuova auto di grossa cilindrata. Era così contento per avere ottenuto un posto di lavoro a tempo indeterminato. Gli avevo scritto pochi giorni fa vendendo una storia di Instagram in cui gli manifestavo la mia gioia nel vederlo fidanzato ma mi ha risposto che non lo era ancora ufficialmente.
Ero con Marco e Sara, i suoi genitori, in ospedale a Niguarda quando hanno deciso di donare i suoi organi:  una scelta coraggiosa, non banale ma per me che li conosco, scontata. Essendo una famiglia radicata su solidi valori non avrebbero potuto che scegliere di aiutare altre persone e altre vite. Ancora un dolore, accompagnato però da un grande gesto di speranza!

Don Stefano Targa

Cordoglio dal mondo dello sport

Il mondo del calcio era la passione sua e della sua famiglia: e quello stesso mondo, ora, si sta stringendo attorno ai cari di Alberto Piccolini. Giovane promessa dell’Aia Lomellina, quella dell’arbitraggio era una “tradizione” in casa Piccolini: oltre al fratello più giovane (anch’esso rimasto coinvolto nell’incidente), anche il padre Marco è un “fischietto” molto noto sui campi da calcio del Csi, federazione alla quale è iscritto da molti anni e per la quale è stato eletto recentemente consigliere provinciale. Tutta la delegazione di Vigevano, dal responsabile Fortunato Moschino ai “colleghi” arbitri fino ai presidenti e agli atleti delle diverse società lomelline, hanno accolto con sgomento la notizia della tragica scomparsa di Alberto, abbracciando virtualmente il padre e la famiglia per esprimere tutta la propria solidarietà; messaggi di condoglianze e affetto sono giunti poi direttamente dal Centro Sportivo di Pavia: «In questo momento di sofferenza e di distacco – si legge nella nota – ci stringiamo intorno alla famiglia, manifestando la vicinanza di tutto il Csi pavese».

«Tutti gli associati della Sezione Lomellina si stringono intorno alla famiglia in questo momento di immenso dolore» è invece il messaggio di lutto dell’Associazione Italiana Arbitri alla quale il 22enne era iscritto dal 2017: un cordoglio ribadito poi da molte altre sezioni del territorio. Il mondo dello sport si è fatto vicino anche all’altro l’altro ragazzo rimasto gravemente ferito nello scontro di domenica scorsa. Il giovane, pugile dilettante, ha ricevuto il sostegno del Kbk, la società per la quale scende sul ring: «Sei il più forte di noi – è quanto postato dal team sui propri canali social – e come al solito non sei da solo. Girati verso il tuo angolo. Ci siamo tutti».

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