La Provincia di Pavia entra nella settimana di Natale con una crescita dei contagiati e dei decessi superiore alla media della Lombardia, ma con la metà dei casi attivi rispetto alla scorsa settimana.
I soggetti colpiti da Sars-CoV-2 sono cresciuti del 4.6% contro il 3.5% regionale – in flessione rispetto al +5.1% precedente – e i morti del 3.6% a fronte di un +2.3% (dati al 21-12) lombardo.
I deceduti ufficiali dall’inizio dell’epidemia salgono a 1806, 62 in più in sette giorni, un passo che resta comunque più corto di quello registrato a livello nazionale (+6.5%). Il contesto pavese del resto presenta segnali “contraddittori”, perché se i nuovi casi e i defunti sembrano suggerire una fase di espansione,
i casi attivi diminuiscono del 55.7% passando dai 13683 del 14 dicembre (+7%) ai 6056 del 21.
Anche i ricoveri hanno un deciso segno meno, perché sono in calo del 15.5% in terapia intensiva e del 19.2% negli altri reparti, scendendo rispettivamente a 49 e 257 per un totale di 306. I focolai invece restano stabili, passando da 47 a 46 con 554 soggetti coinvolti (erano 603), mentre nelle scuole sono coinvolte 15 classi per un numero complessivo di 360 alunni, tutti compresi tra la scuola dell’infanzia e la secondaria di primo grado.
CENTRI A livello cittadino Pavia torna a salire, +4.7% contro il precedente +4.1%, in tutto 3228 contagiati dalla comparsa del coronavirus per un’incidenza di 44.1 casi ogni mille residenti, Vigevano viceversa frena, +3.6% rispetto a +4.5%, 2716 e 42.7, così come Mortara, +5.6% rispetto a +8.2%, 683 e 44.3, e al contrario di Voghera, +5.5% rispetto a +4.3%, 1671 e 42.5. Nei comuni della Lomellina l’incremento più grande si registra a Cilavegna, +8.2% contro +5.1%, 421 contagi e prevalenza a 77.4, la sesta più alta in Provincia e la terza nel territorio lomellino, dopo Albonese (92.1 e +4.3% questa settimana, con 2 casi per un totale di 49) e Zeme (82.3 e +2.5%, 2 casi che portano il conteggio a 82).
CONFRONTI Guardando al piano regionale e nazionale, i positivi diminuiscono del 21.7% nel primo ambito e del 9.1% del secondo, a fronte dei precedenti -32.5% e -9.8%; allo stesso tempo frenano i guariti, che segnano +9.4% (era +17.4%) e +14.8% (era +19.6%).
Tendenze diverse nel rapporto tra tamponi fatti e casi trovati, che scende in Lombardia (8.2% contro 9.1%) e aumenta in Italia (12.1% contro 10.5%), segno che la Regione in questo momento non è quella in cui il virus corre di più.
Diminuisce la pressione negli ospedali, con i ricoveri in calo del 18.1% nelle rianimazioni lombarde e del 16.2% negli altri reparti (una settimana fa -12.3% e -20.6%), e del 11.8% e del 9.4% in quelli della penisola (rispetto a -8.5% e -9%).
Giuseppe Del Signore

