Don Gallotti, una vita di fede e servizio

Amore, riconoscenza, devozione. Sono i sentimenti che hanno spinto Emanuele Galotti a scrivere il libro «Angelo Gallotti – Una vita tra educazione, fede e servizio».

PERCORSO SINGOLARE Dedicato al singolare percorso di vita dello zio (che, rimasto vedovo nel 1973, divenne sacerdote nel 1980), il volume evita i toni dell’agiografia per attenersi ai fatti, riportando la testimonianza di un’esistenza autentica, segnata dalla fede, dalla coerenza e da un’integrità che resiste al tempo. «Don Angelo – racconta Emanuele Gallotti – ha attraversato il Novecento (dal fascismo alla guerra, dalla Resistenza alla ricostruzione) come un pellegrino silenzioso ma instancabile, seminando Vangelo e giustizia. Mai in cerca di applausi o visibilità, scelse la via del nascondimento evangelico: quel terreno umile e fecondo dove la santità cresce lontano dai riflettori».

DEVOZIONE MARIANA Nato a Zerbolò nel 1920 e morto a Vigevano nel 1990, don Angelo Gallotti fu sempre profondamente devoto alla Madonna, a cui la tradizione cristiana dedica il mese di maggio. Mese che nel 2025 (anno giubilare indetto dal compianto papa Francesco) ha visto intrecciarsi in modo straordinario alcune tappe fondamentali della sua vita: il 105° anniversario della nascita (30 maggio 1920), il 45° dell’ordinazione sacerdotale (3 maggio 1980), il 35° del suo incontro con il Padre (25 maggio 1990) e della celebrazione delle esequie (28 maggio 1990). «Queste ricorrenze – continua il nipote Emanuele – si fanno memoria viva. Non semplice ricordo, ma gratitudine concreta per una presenza che continua a parlare. Così nasce questo libro: un gesto d’amore, di riconoscenza e di devozione. Un modo per custodire e condividere l’eredità spirituale di una vita ancora capace di generare luce».

COME UNA GUIDA ALPINA La prefazione è curata dal vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni: «Potremmo dire – si legge nelle prime righe – che la vita di ogni uomo è come la traccia che egli lascia camminando. Se si continua a errare, è difficile raccogliere segnali chiari di percorso, ma se si insiste su percorsi e modi, allora il cammino diventa una via e, perché no, un modello». Un modello che don Angelo ha incarnato come una guida alpina «che ti mostra dove mettere i piedi, ma senza portarti in braccio. Camminare è proprio compito tuo». Don Gallotti fu incarnazione viva della visione conciliare di una Chiesa presente nel mondo senza diventare mondana. «È don Angelo a vivere, a parlare, a “generare luce” in queste pagine – scrive nell’introduzione il vescovo emerito di Vigevano, monsignor Vincenzo Di Mauro – a noi, quindi, solo il compito di lasciarci accompagnare da lui; il desiderio di ascoltare le parole che ci rivolgerà; la volontà di mettere sul “lucerniere” della nostra vita (e non sotto il moggio) quell’esempio capace di generare ancora luce ai nostri passi nel correre vorticoso dei nostri giorni, che non conoscono quasi più il valore della solitudine, della riflessione, di quel silenzio capace, poi, di produrre ogni saggia decisione».

FEDE “CONTAGIOSA” A chiudere il volume, la postfazione del giornalista Bruno Romani, che intervistò Angelo Gallotti nel 1979, un anno prima dell’ordinazione. Una curiosità: nel 1981 la figlia Paola entra nell’ordine delle Piccole Sorelle del Vangelo, ispirato a Charles de Foucauld. Un esempio di fede che si tramanda attraverso le generazioni.

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