L’Intervista / Sebastiano Nerozzi: «curare la democrazia sofferente»

Oltre a essere docente ordinario di Storia del Pensiero Economico all’Università Cattolica del Sacro Cuore, è anche segretario del comitato organizzatore della cinquantesima Settimana Sociale di Trieste. Quest’anno il tema centrale della cinque giorni era “Al cuore della Democrazia, partecipare tra storia e futuro”. Qual è il bilancio di questo appuntamento così importante per tutta la comunità cattolica?

«Diciamo che innanzitutto la Settimana Sociale è stata una grande esperienza di partecipazione che ha riguardato i temi più caldi del sociale, partendo da disabilità e anziani, fino ad arrivare a welfare, ecologia integrale, giovani, parità di genere e politica. Su tutti questi temi sono stati fatti dei lavori di approfondimento da parte di mille delegati che, dividendosi in circa cinquanta gruppi, hanno avuto modo di portare avanti attraverso discussioni e progetti. Inoltre ogni giorno, per tutto il corso della Settimana Sociale, c’è stata la partecipazione di associazioni, movimenti, cooperative sociali e imprese che hanno preso parte alla condivisione delle “buone pratiche”, portando direttamente nelle piazze triestine le loro esperienze».

Com’è stata la partecipazione da parte della cittadinanza?

«Per la prima volta, la Settimana Sociale è andata direttamente nelle piazze della città ospitante e, grazie agli stand organizzati per la condivisione delle “buone pratiche”, è stata un’esperienza per tutti noi bellissima. Sono convinto che questi giorni siano stati molto apprezzati anche da tutti i partecipanti. Grazie infatti al coinvolgimento della cittadinanza, dei tanti visitatori e soprattutto dei tantissimi volontari, abbiamo avuto la possibilità di vivere questo appuntamento nel modo più piacevole possibile, forse anche più di quanto previsto inizialmente. La dimostrazione che, con l’impegno e la gentilezza di tutti, si può uscire dalle nostre istanze e da modalità consuete per incontrare la città. Di grande importanza per la condivisione, anche le piazze della democrazia che, per tutti i partecipanti, sono state una modalità di incontro e, in particolar modo, di discussione sui grandi temi della società».

Sebastiano Nerozzi

Quanto sono importanti le “buone pratiche” e le “piazze della democrazia”?

«Si tratta di una grande risorsa per tutto il paese, frutto di una grande esperienza di partecipazione e di ascolto che darà vita a nuovi progetti e speranza. Soprattutto laddove si riesce a collaborare insieme, a portare delle proposte che vanno oltre alle sale della Settimana Sociale, tutto questo lavoro di incontri, coordinamento e di confronto può considerarsi un grande successo non solo per la comunità cattolica presente, ma di riflesso per tutta la popolazione. Le proposte emerse in quei giorni le stiamo ancora studiando e nel frattempo verranno pubblicate nella loro organicità. In tutto questo però occorre fare una riflessione ed è su questo che stiamo lavorando. Uno dei fattori positivi emersi durante la Settimana Sociale è che la partecipazione dei cittadini è tanta, ma lo è altrettanto quella del mondo politico. Durante la Settimana Sociale abbiamo avuto modo di vedere la presenza di tanti amministratori presenti e attivi, così come tante grandi associazioni, come Azione Cattolica, Comunione Liberazione, Agesci e Acli».

Ci sono stati incontri degni di nota?

«Come anticipato, alcune grandi associazioni hanno partecipato nel corso della cinque giorni triestina e hanno avuto modo di scrivere una parte della storia comunitaria. Alcune si sono trovate insieme agli amministratori locali e hanno anche firmato un documento per la pace. Allo stesso tempo, si è lavorato per la ricerca di un consenso tra tutte le parti politiche affinché si possano fare insieme delle riforme costituzionali e istituzionali di cui il paese ha bisogno di portare avanti per il bene della comunità, nessuno escluso. Tra questi, si è parlato anche del tema molto controverso dell’autonomia differenziata, così come del presidenzialismo, di cui si parla in questi giorni, e molti altri argomenti che sono sinonimo della richiesta di un nuovo metodo di avvicinarsi della politica. Tutto questo è sicuramente un segnale, ma soprattutto un percorso avviato che andrà avanti».

Oltre ai 60 relatori avete avuto anche personalità importanti nella Settimana Sociale.

«Certamente, abbiamo avuto l’onore di aprire la Settimana Sociale di Trieste con l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e di chiudere la cinque giorni insieme a Papa Francesco. Tutto questo è stato un grande dono, anche perché entrambi hanno proposto contenuti che sono estremamente profondi e ambiziosi, nella linea di una prospettiva che attualmente soffre. In particolare il Pontefice ha usato l’espressione “il cuore infortunato della democrazia”, ovvero una democrazia che fa fatica e che ha bisogno di cura e questa cura nasce proprio dalla partecipazione attiva di ognuno di noi».

Come si può quindi risanare la democrazia sofferente?

Papa Francesco ha spiegato che la democrazia può rifiorire dalle piccole cose di tutti i giorni, dal lavoro, dalla famiglia, fino ai territori e quartieri. E sale in qualche modo, secondo un principio di sussidiarietà verticale e orizzontale, che permette a chi si impegna nei territori di dare un contributo anche alla cura delle case comunali della democrazia.

Tra i temi emersi a Trieste, ce n’è qualcuno che le sta più a cuore?

«Se devo onesto, devo dire di no, ma solo perché tutti i temi che sono stati affrontati nel corso della Settimana Sociale sono tutti importanti e, allo stesso tempo, tutti collegati tra loro. Una delle cose che abbiamo imparato in questo percorso e negli ultimi anni, grazie in particolar modo con il magistero di Papa Francesco, è che tutto è connesso e quindi non possiamo pensare ad un certo tipo di temi per poi dimenticarci di altri. Se devo però ricordare gli argomenti che sono stati trattati maggiormente e più a cuore dei partecipanti, sicuramente famiglia e denatalità. Su questo le associazioni presenti hanno fatto delle proposte molto interessanti che, senza ombra di dubbio, potrebbero fare molto bene al nostro paese».

La denatalità è un argomento che al Pontefice sta molto a cuore. Nel corso della Settimana Sociale quali sono i punti principali che sono emersi?

«In Italia abbiamo una questione demografica che desta parecchie attenzioni non solo dal mondo cattolico, ma anche da tutto l’ambito politico. È importante sapere che questa non è solo una questione sociale, ma anche economica, di sostenibilità finanziaria, ma soprattutto di dignità delle persone che non può essere rimandata. Parlando di dignità, bisogna creare dei meccanismi per favorire l’integrazione dei migranti e il loro arrivo in condizione di sicurezza. Questo è un lavoro di urgenza che il paese ha, ma non è da considerarsi un problema da risolvere, ma una risorsa. Dobbiamo avere la capacità di leggere la complessità di quello che ci circonda, di fare proposte coordinate che vadano a risponderne».

Quanto è importante quindi la collettività e la collaborazione tra le persone?

«È fondamentale. Abbiamo bisogno di creare questa consapevolezza, anche nell’analisi dei problemi e delle sfide del nostro paese, ritrovando quindi il concetto del “noi”. Il popolo in generale è un tema molto importante nel magistero di Papa Francesco, un soggetto che non è definito per tutti e soprattutto che non è chiuso in un’unica identità. Si tratta invece di un “noi” inclusivo, che si prende cura degli ultimi affinché tutti abbiano l’attenzione di cui hanno bisogno. Vorrei sottolineare che l’importante è coltivare questa collettività e coglierne tutte le sfumature perché è un “noi” che cambia nel tempo, in quanto cambiano le condizioni e le persone che ne fanno parte. Bisogna quindi vivere questo cammino senza escluder nessuno, ma accettando la sfida dell’ascolto e del dialogo sociale».

Rossana Zorzato

Le ultime

A Parona il profumo della sagra dell’offella

Torna anche quest'anno con una serie di appuntamenti all'insegna...

Mede, l’oratorio apre le porte al doposcuola

È mezzogiorno. Il piccolo Amir, milanista convinto, sfoggia con...

Furto di storioni da 20mila euro, cinque persone denunciate

Un furto di storioni per un valore complessivo di...

Vigevano, ospedale: 200 milioni di carta

Era l'estate scorsa quando la delibera approvata dalla Giunta...

Login