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    Le parole della disabilità tra diritti e cronaca

    Affrontare il tema della disabilità con le giuste parole. È questo l’argomento dell’incontro che si è tenuto lo scorso sabato 29 ottobre presso il Seminario di Vigevano, incontro organizzato dall’Associazione giornalisti di Vigevano e Lomellina “Giancarlo Rolandi”.

    Presenti all’appuntamento tre relatori che hanno esposto in modo chiaro e conciso quello che è il loro punto di vista di disabilità, soffermandosi anche su quelli che sono gli “errori” in cui a volte i giornalisti, e non solo, inciampano.

    COSA EVITARE «Da quando è entrata in vigore nel 2006 la convenzione sui diritti delle persone disabili – racconta Nicola Stilla, consigliere nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – ha promosso il rispetto per la dignità intrinseca delle persone disabili, insieme ai loro diritti umani e libertà fondamentali. Tuttavia ancora oggi sentiamo un lessico non adatto per le persone con disabilità, alcune delle quali possono essere urtate nella loro sensibilità». Si vuole fare leva infatti su quello che è l’individuo, una persona normale allo stesso modo di coloro che possono definirsi “normodotati”. «Definire una persona in base alla sua disabilità, può ledere la sua sensibilità – continua Stilla – dovremmo infatti dimenticarci alcune delle terminologie a cui siamo sempre stati abituati, per poterci abituare a un nuovo lessico più corretto, che metta al centro la persona in quanto essere e non la sua disabilità».

    NO IPOCRISIA Un’analisi dettagliata su questo tema è sicuramente stata fatta dal professor Vittore Mariani, pedagogista e docente dell’Università Cattolica di Milano, il quale ha delineato in un discorso chiaro sette parole “sì” e sette parole “no” riguardo al tema della disabilità, in particolar modo soffermandosi sulle persone con disabilità intellettive. «Ciò che è fondamentale sapere riguardo a qualsiasi persona con disabilità, che sia sensoriale, intellettiva o motoria – spiega Mariani – è il fatto di saper riconoscere che quella persona è un essere umano naturalmente e culturalmente in relazione ad altri con la sua personalità e diversità». Parole fondamentali riguardano sicuramente la libertà, l’inclusione, la personalità e diversità in quanto ad arricchimento di sé; mentre Mariani va contro assolutamente ad alcuni concetti e parole che sono emersi soprattutto nei due anni pandemici.

    La prima parola no – continua il pedagogista – è patologia, una parola tornata di tendenza soprattutto negli ultimi due anni. Quello che vorrei sottolineare è che non si parla di malati o pazienti che hanno una malattia in corso, e quindi con una patologia, ma si tratta solamente di persone.

    Preziosa, infine, la testimonianza del giudice Lorenzo Pernetti, disabile motorio che ha sottolineato l’importanza di coinvolgere le persone disabili. «Con gli ultimi anni – racconta Pernetti – l’attenzione alle esigenze e la consapevolezza delle persone disabili è aumentata in positivo. Integrandoli con gli altri infatti hanno saputo dimostrare di poter dare il loro prezioso contributo a quelli che li circondano».

    Rossana Zorzato

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