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venerdì, Marzo 5, 2021
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    Librerie ai tempi del Covid

    Librerie e pandemia. Che libri han venduto in questo particolare periodo? Che richieste si sono evidenziate? Chi presenta libri e organizza incontri con gli autori online che tipo di risposta ha avuto da questa esperienza che fino a un anno fa appariva almeno strana da vivere “virtualmente”?

    Ludovica Giuliani

    Ludovica Giuliani, titolare della libreria “Le notti bianche” di via del Popolo a Vigevano, spiega di come molti lettori abbiano avuto bisogno di “contatto” anche in questa delicata fase: «La nostra libreria è molto particolare perché chi viene qui ha bisogno di essere consigliato: la nostra clientela si affida al libraio, parla, comunica cosa sta cercando e con il cliente si cerca il titolo più adatto alle sue esigenze, emotive, cognitive, affettive, intellettuali. Non sempre esce con un testo della casa editrice conosciuta da tutti, anzi, sono anche le produzioni dei piccoli editori ad essere scelti». La libreria “Le notti bianche” ha 5 gruppi di lettura che si ritrovano una volta al mese, rigorosamente on line: «Posso affermare che la nostra è una delle librerie che conta più gruppi di lettura in Italia e questi ultimi accolgono dalle 20 alle 50 persone. In lockdown abbiamo continuato con le presentazioni nazionali e internazionali. Non ci siamo mai fermati: tranne quando la chiusura è stata obbligatoria per tutti, abbiamo continuato con le presentazioni e le spedizioni anche fuori Vigevano». E, a proposito di presentazioni, il 23 febbraio dalle 21 si potrà prender parte all’incontro organizzato dalla libreria con Giuseppe Catozzella che recentemente ha dato alle stampe il romanzo “Italiana”, mentre la settimana scorsa Piergiorgio Pulixi ha presentato “Un colpo al cuore” e grande successo ha avuto la presentazione del libro di Nicola Lagioia “La città dei vivi”. «Registro un aumento di richieste di testi di evasione: il periodo che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova tutti quanti – continua Giuliani – e molti cercano nei libri un modo per alleggerire il loro presente. Ciò che vogliono veramente è avere una ritualità, leggere storie belle: constato che c’è un aumento di vendite di libri di poesia. E anche questo è un segnale: le persone oltre alla “leggerezza” hanno bisogno di cercare armonia nel caos del momento».

    Laura Fedigatti
    Laura Fedigatti

    Laura Maria Fedigatti, titolare con Alberta Lia Maffi della libreria “Le mille e una pagina” di Mortara racconta le difficoltà lavorative affrontate durante gli ultimi mesi: «La pandemia ha rivoluzionato il nostro modo di lavorare: l’interconnessione con i social è fondamentale. Così come hanno assunto grande importanza le consegne a domicilio, le spedizioni, ovunque. Gli incontri con gli autori vanno molto bene: oramai la clientela è abituata e apprezza l’appuntamento organizzato: è un modo di fare quello che si faceva prima, in libreria, ma comodamente seduti sul divano di casa». Cosa chiedono i clienti? «Un po’ di tutto, ma i più oculati, quelli che sono stanchi del bombardamento di informazioni sul Covid in Tv, chiedono il libro scritto da chi ha competenza scientifica – prosegue Fedigatti – vanno anche tanto le novità, i nostri clienti sono affezionati alle “loro” case editrici. Abbiamo messo a punto un gruppo di lettura che si trova una volta al mese, formato da 12 persone, ci si vede anche grazie a Facebook, Instagram, Youtube, la presentazione dei libri avviene grazie alla collaborazione con Bookadvisor: stasera (martedì 16 febbraio) avremo l’incontro con Mario Calabresi, più avanti con Gianrico Carofiglio. Facciamo consegne a domicilio. Le dirette con gli autori ci impegnano molto: ce n’è una quasi tutte le sere». Secondo Fedigatti «la pandemia ha permesso di rivedere le priorità: la gente viene in libreria perché ha bisogno di parlare, di comunicare, di confrontarsi: è gratificante e bello ma fa comprendere che occorrerà cambiare le nostre abitudini sociali dopo il Covid».

    La libreria Sant’Ambrogio

    Marilena Bandi della libreria Sant’Ambrogio, che si trova a Vigevano nella piazza che le dà nome proprio dietro al Duomo, rivela come i propri clienti abbiano bisogno di un messaggio positivo: «Si lavora meno: la clientela è stanca e poco ottimista. Ci sono molte persone sole che passano anche solo per scambiare quattro chiacchiere: in tanti hanno avuto familiari che hanno vissuto l’odissea del Covid. Sappiamo bene che se fossimo sui social sarebbe diverso ma ci vorrebbe qualcuno che possa occuparsi solo della pagina Facebook o altro perché le novità arrivano ogni giorno ed è impensabile non aggiornarla. La clientela – conclude Bandi – chiede libri che diano motivazione e speranza: il libro scritto dal Papa “Ritorniamo a sognare” molto venduto nel periodo natalizio continua ad essere scelto proprio per il suo messaggio di speranza per il futuro».

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