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venerdì, Maggio 14, 2021
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    HomeCultura e tempo liberoMille bauli in Piazza del Popolo: la protesta del mondo dello spettacolo

    Mille bauli in Piazza del Popolo: la protesta del mondo dello spettacolo

    Mille bauli a piazza del Popolo a Roma: la protesta dei lavoratori dello spettacolo, che ha lanciato sabato 17 aprile, un appello, calato con un elicottero dal cielo, il cartello “Governo, ora ci vedi?”. Quindi: oltre 1500 partecipanti, 1000 e 246 bauli utilizzati per la scritta “419”, come i giorni intercorsi dal 9 marzo al 17 aprile senza lavoro. Oltre 1000 bauli per riporre strumenti musicali, attrezzi per il palcoscenico disposti in Piazza del Popolo. Accanto ad ognuno, un operatore del settore dello spettacolo completamente vestito di nero con una maschera di plastica, anch’essa nera, a ricoprire il volto. A scendere in piazza è stato l’intero settore: da coloro che lavorano nei teatri, nei cinema, nella musica, tutti fermi da un anno a causa della pandemia da Covid. «Alla manifestazione hanno partecipato Giuliano Sangiorgi, Sabina Guzzanti, Renato Zero, Emma, Max Gazzè, Fiorella Mannoia, Alessandra Amoroso, Daniele Silvestri, Diodato, Insinna, Manuel Agnelli, Brunori Sas, e Luciana Littizzetto ha lanciato un messaggio di condivisione sui social – dice Silvio Petitto, anche lui presente a Roma come responsabile della Promoter, agenzia che si occupa da molti anni di organizzare eventi sul nostro territorio e non solo – siamo felici di come sono andate le cose perché tutto si è svolto come avevamo pensato: non voleva essere una iniziativa dirompente, in senso negativo, ma una manifestazione capace di farsi vedere, di far muovere il Governo. Da mesi cerchiamo di collaborare per cercare delle soluzioni, ma siamo stati interrotti tante volte, per cause che certamente non dipendevano da noi, ma dal fatto che l’emergenza sanitaria non ci ha permesso di muoverci». Petitto sottolinea che

    non è possibile pensare che a ripartire siano pochi, con il rischio che quella ripartenza diventi solo una ripartenza di facciata, occorre organizzare le cose nei minimi dettagli. Bisogna cercare gli ammortizzatori sociali altrimenti corriamo il serio rischio che quando la grande macchina dello spettacolo riprenderà, non ci saranno più coloro che lavoravano dietro le quinte perché, nel frattempo, sono stati costretti a ripiegare su altro.

    E adesso, dopo questa manifestazione che è stata vista da tutti, che cosa succede? «Noi speriamo di avere risposte per l’estate, ma con la parola “risposte” intendo dire protocolli certi – continua Petitto – abbiamo il pieno rispetto della situazione che sta vivendo il nostro paese: un momento difficile dove all’emergenza sanitaria si somma la necessità di non creare ulteriori complicazioni, ma noi, abbiamo necessità di andare avanti. Il che vuol dire, tornare a parlare, dibattere, discutere. I prossimi passi saranno passi legislativi importanti, nei quali trovare adeguati sostegni in continuità, c’è gente che lavora nel mondo dello spettacolo che ha avuto ristori ridicoli, ad altri non è successa la stessa cosa: ecco, occorre, parlare, parlarsi e andare incontro alle difficoltà di tutti. Non dimentichiamo mai che qualcuno non ce l’ha fatta: in piazza Duomo, a Milano, è stato messo proprio sul sagrato un baule rosso, per ricordare coloro che non ci sono più. Per il Covid, ma anche perché, per la disperazione, hanno fatto scelte estreme». Silvio Petitto, che è andato a Roma con Tiziano Rossi presidente dell’associazione “Bauli in piazza”, conclude: «La filiera deve ripartire tutta – spiega – non solo per una questione di solidarietà ma di ripartenza effettiva del comparto. Non dimentichiamoci mai che dove c’è uno spettacolo, lavora anche il ristorante, il bar, l’albergo, insomma, l’economia riparte. Tutta».

    Isabella Giardini

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