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    Roma finanzia l’Archivio diocesano per gli scritti di Caramuel

    Un vero e proprio regalo di Natale alla curia di Vigevano. È il finanziamento di 6.100 euro stanziato dal Ministero dei beni culturali per un progetto di catalogazione di alcune decine di manoscritti, in gran parte del Vescovo Caramuel: 5 custoditi presso l’Archivio storico diocesano, 19 nel fondo Caramuel, 24 nel fondo antico della Biblioteca del seminario diocesano. Il progetto è volto a proseguire il censimento e la catalogazione dei manoscritti notificati presso privati proprietari della Lombardia, già finanziato con i Fondi Tutela 2018 e in pieno corso di svolgimento, proponendosi di censire e catalogare, attraverso lo strumento ministeriale ManusOnLine, ulteriori nuclei di manoscritti ecclesiastici vigilati della Lombardia.

    Un’attenzione prioritaria è stata riservata a una realtà con cui la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia ha avuto modo di entrare in contatto nell’esercizio della propria funzione di tutela tra il 2018 e il 2019, e precisamente la Diocesi di Vigevano, nella quale due istituti ecclesiastici (l’Archivio storico diocesano e il Seminario diocesano) stanno riorganizzando le proprie collezioni. Gli istituti conservano, nel loro insieme, 48 manoscritti medievali e moderni, alcuni dei quali ripresi in mano per la prima volta dopo decenni, in occasione della recentissima redazione del catalogo dei manoscritti datati della provincia di Pavia. Dal 1973 al 2015 l’allora competente Soprintendenza regionale della Lombardia, nell’esercizio della sua attività di tutela, ha proceduto a censire numerosi materiali manoscritti (medievali e moderni) conservati presso enti ecclesiastici vigilati del territorio di competenza.

    L’attività di individuazione, censimento e tutela su tali materiali è proseguita poi, dal 2015 ad oggi, attraverso l’attività dalla Soprintendenza Mibac competente per materia e per territorio. Il progetto consentirà di proseguire e precisare la ricognizione del patrimonio manoscritto conservato presso alcuni enti ecclesiastici vigilati della Lombardia, un patrimonio che è più che mai esposto al rischio di perdita (in particolare in occasione di trasferimenti di sede) o di danni derivanti dalle attuali condizioni ambientali della sede di conservazione. Per la descrizione dei manoscritti ecclesiastici di contenuto liturgico si utilizzerà ManusOnLine in collaborazione con l’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana. Il progetto consentirà inoltre di individuare quali interventi programmare in futuro su tali materiali: attività di restauro su singoli beni deteriorati e campagne di digitalizzazione su materiali non sempre facilmente accessibili al pubblico (con riversamento delle immagini, accompagnate da set di metadati, su InternetCulturale).

    I manoscritti conservati nell’archivio diocesano sono codici miniati, libri dei canti sacri con tanto di pentagramma, cartine geografiche, volumi riempiti diligentemente a mano e quasi tutti scritti dal vescovo Juan Caramuel o dai suoi assistenti. La struttura è diretta da monsignor Paolo Bonato e curata dall’archivista Emilia Mangiarotti con la collaborazione di Luisa Bonomi e don Carlo Brivio.

    Davide Zardo

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