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lunedì, Agosto 8, 2022
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    San Giorgio, un tuffo nell’infanzia con Cristina D’Avena

    Holly e Benji, Bambino Pinocchio, Occhi di Gatto, Pollon combina guai. Volendo si potrebbe andare avanti ad oltranza perché l’elenco delle sigle dei cartoni animati interpretate da Cristina d’Avena è davvero ricco e per certi versi, immortale. La nota cantautrice ha avuto l’occasione di esibire un po’ del proprio repertorio musicale domenica pomeriggio a San Giorgio, di cui è cittadina onoraria, al centro Pastorale Padre Pianzola.

    Ad organizzare l’evento ci ha pensato don Mirko Montagnoli, grande amico della cantante nata a Bologna.

    IL PERCORSO DI CRISTINA D’AVENA Una carriera musicale di più di 40 anni. Tante cose sono cambiate da quel 12 aprile del lontano 1982. Dal giorno in cui su Canale 5 andava in onda la prima puntata della serie animata nippo-tedesca Pinocchio. La sigla Bambino Pinocchio scritta dal paroliere Luciano Beretta e dal musicista Augusto Martelli, era cantata da una ragazza diciassettenne bolognese che veniva dal Piccolo Coro dell’Antoniano e aveva anche partecipato due volte allo Zecchino d’Oro: Cristina D’Avena. «Erano alla ricerca di una voce giovane e femminile – racconta l’interprete bolognese – che potesse interpretare le sigle animate. All’Antoniano venne fatto il mio nome, la mia voce piacque e andai a Milano. La mia famiglia non mi ha mai ostacolato nel percorso di vita che ho deciso di intraprendere. Mia madre era casalinga e mio padre medico. Quest’ultimo sognava di vedermi lavorare nel mondo della sanità con indosso il camice da dottore. Ho studiato medicina, anche se alla fine ho dovuto mollare proprio a pochi esami dalla laurea. Non riuscivo più a starci dietro. Non escludo comunque di chiudere la parentesi universitaria in futuro, conseguendo la laurea».

    LE EMOZIONI La Lomellina è nota per essere terra che dedica molto all’agricoltura, i cui abitanti però hanno dei gusti musicali davvero elevati. Considerando che più artisti sono passati da queste parti, non potrebbe essere altrimenti. «Qui mi trovo bene – spiega Cristina D’Avena – conosco don Mirko da tanti anni, è una persona per la quale nutro particolare affetto e stima. Vedere nel pubblico di San Giorgio la voglia di ripercorrere la propria infanzia cantando insieme a me, si è rivelato davvero emozionante. Ci sono tante canzoni che continuo a portare nel cuore. Se proprio dovessi scegliere quella che preferisco, direi Kiss Me Licia. Ma in genere, ogni volta che salgo sul palco, è come se fosse la prima volta. Vedere il pubblico che canta, salta, vedere i bambini tornare a sorridere, dopo tanto tempo, è proprio quello di cui c’è bisogno».

    GLI INSEGNAMENTI DEI CARTONI Amore, romanticismo: due parole chiave che fanno parte dell’ampio vocabolario di Cristina D’Avena. «Mi piacciono tanto i cartoni animati – rivela – in particolare quelli d’amore, che raccontano belle storie. Ho guardato Candy Candy, ho guardato Georgie, e ho guardato Kiss Me Licia, e quando mi proposero poi di continuare la storia e di interpretarne la protagonista in carne e ossa, di mettere in TV Licia in carne e ossa, io impazzii dalla gioia. I cartoni aiutano a sognare. Non lo dico come una frase fatta: quando si raggiunge una certa età, sembra di non riuscire più a tornare bambino perché ci sono tante situazioni e problemi della vita che va avanti. Poi però ascoltiamo una canzone dei cartoni animati e immediatamente si hanno dei “flash di vita”, immediatamente si torna indietro nel tempo e si vivono i ricordi». E con Cristina D’Avena è sempre un piacere, riscoprire il fanciullo che c’è in noi.

    Edoardo Varese

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