Tutti a Sanremo, tra hit e “fantagiuochi”

Sanremo è sempre Sanremo, anche dopo due anni di pandemia, anche dopo un’edizione a porte praticamente blindate. Martedì 1 febbraio prenderà il via la 72esima edizione del Festival di Sanremo, l’appuntamento nazionalpopolare italiano per eccellenza. Saranno cinque giorni di polemiche (che per citare Aldo Biscardi, fioccano sempre come nespole), di messaggi passivo-aggressivi sui social da parte dei non estimatori, di moda e costume, ma soprattutto di musica e canzoni. Anche perché, in questi anni, non si può dire che chi è uscito tra gli allori dall’Ariston non abbia dettato le tendenze in quel campo, e mica solo in Italia. Mahmoud nel 2019 (primo al Festival, secondo all’Eurovision) aveva aperto la strada; i Maneskin l’anno scorso l’hanno letteralmente riasfaltata, trionfando prima in Italia, poi all’Eurofestival e infine conquistando un successo planetario che li ha portati a condividere il palco con i leggendari Rolling Stones e ad avere milioni di ascolti.

Giusy Ferreri, vigevanese d’adozione

Quest’anno ci sarà ancora Amadeus; tornerà il pubblico, grande assente nel 2021 al causa del Covid; in questa edizione, dopo cinque anni di lontananza, tornerà anche la vigevanese d’adozione Giusy Ferreri: regina delle hit estive grazie anche alla collaborazione con il duo Takagi & Ketra, l’ex cassiera si metterà alla prova sul palco dell’Ariston con “Miele”, ballad romantica «dalla sonorità vintage», prodotta sempre da Takagi & Ketra.
Con queste premesse, che il brano di Giusy Ferreri sfondi sulle radio è quasi scontato: come si piazzerà alla 72esima edizione del Festival è invece un’incognita, anche perché il livello della kermesse è altissimo, tra leggende del palcoscenico (Massimo Ranieri, Gianni Morandi, Iva Zanicchi, pre citarne alcuni), Palloni d’oro della new wave italiana (Mahmoud e Blanco, Achille Lauro, Rkomi), bomber di categoria (Emma, Fabrizio Moro, Elisa) e hipsterissimi crack imprevedibili (Dargen D’Amico, Ditonellapiaga con Rettore, Highsnob e Hu). E tanto per restare nel mood pallonaro, quest’anno sta spopolando il Fantasanremo, “fantagiuoco” basato sul Fantacalcio (scusate la triplice ripetizione) nel quale è possibile costruire una rosa di cinque artisti che, di serata e serata, prenderanno voti con tanto di bonus o malus semiseri (per dire, c’è un +100 previsto per chi eguaglia il record dei 100 metri di Marcell Jacobs in teatro…) a seconda di quello che accadrà sul palco. Per allestire la propria squadra si hanno a disposizione 100 Baudi, la valuta virtuale del gioco, e ogni cantante ha la sua quotazione: la “nostra” Giusy, per fare un esempio, ne costa 18, un discreto rapporto qualità-prezzo. Forse può valere la pena di fare una puntatina…

Alessio Facciolo

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