«È semplicemente assurdo che un cristiano non firmi per l’8 per mille alla Chiesa cattolica. C’è ancora qualcuno convinto che siano soldi da dare in più, mentre si tratta semplicemente di una somma che lo Stato si prende comunque, se non si sceglie. L’8 per mille è stanziato completamente e suddiviso in proporzione tra le firme raccolte: chi non sceglie, nel concreto, fa fare un calcolo diverso delle percentuali. Purtroppo anche oggi non tutti sono adeguatamente informati». Don Luca Discacciati è il parroco di Pieve del Cairo ed è il coordinatore dell’unità pastorale Santa Maria di Acqualunga, di cui fanno parte anche Mezzana Bigli, Torre Beretti e Castellaro, Frascarolo, Cambiò, Gambarana e Suardi. Proprio in questi ultimi due paesi, alcuni mesi fa, grazie all’8 per mille sono stati completamente rifatti i tetti delle chiese parrocchiali, che da molto tempo necessitavano di manutenzione, con una spesa di oltre 140mila euro a Suardi e più di 150mila a Gambarana.

IL CENTRO PASTORALE «A Suardi – racconta don Discacciati – abbiamo trovato una buona struttura lignea, senza amianto, e questo ha permesso di rifare solo la copertura e le traversine. A Gambarana, dove tutto era più danneggiato, abbiamo anche sostituito le travi e ricavato pure un locale vicino al campanile. Il soppalco di legno era crollato per le grosse infiltrazioni di acqua, così abbiamo recuperato una stanza sotto e la volumetria sopra. Una stanza in più può sempre rivelarsi utile». A Suardi inoltre un riassetto della vecchia canonica finanziato dall’8 per mille della Caritas e dalla Fondazione comunitaria della Provincia di Pavia, oltre alle offerte dei fedeli, ha permesso di inaugurare un vero e proprio centro pastorale (intitolato al precedente parroco don Anselmo Cattaneo) con tre locali: una sala comunitaria per catechesi, riunioni e conferenze: un ufficio; un centro d’ascolto che comprende anche l’archivio parrocchiale.

ACCOGLIENZA Proprio il centro d’ascolto, che ha la sede principale a Mezzana Bigli e filiali in ogni parrocchia dell’unità pastorale, è un’eccellenza del territorio, punto di riferimento anche per altri paesi. «Vi operano in tutto una ventina di volontari – spiega il parroco – sia per l’Osservatorio rosa dedicato all’assistenza psicologica delle donne in situazioni di difficoltà che per gli aiuti alle famiglie bisognose. In questo secondo settore ci occupiamo del reperimento del materiale e della distribuzione, grazie a volontari che hanno svolto dei corsi di formazione. Sono soprattutto donne, quasi tutte pensionate over 65 (quindi con più tempo libero a disposizione) che si occupano di accogliere e ascoltare le persone, mentre gli uomini si occupano di ritirare al Banco alimentare il cibo che poi verrà distribuito, inserire i dati al computer, tenere aperto lo Sportello lavoro delle Acli. Sì, perché abbiamo anche questa realtà che fornisce assistenza a chi è in cerca di un impiego. Per fruire della psicologa c’è chi viene anche al di fuori dell’unità pastorale, così come noi ci appoggiamo ad esempio alla Casa della Carità di Mede per il vestiario, non avendo un apposito “armadio”:
sembra facile, ma tenere un magazzino per i vestiti è impegnativo, bisogna dividere gli abiti maschili da quelli femminili, l’estivo dall’invernale, le maglie dai pantaloni, oltre alle diverse taglie, e poi ci sono gli indumenti per bambini e ragazzi. Insomma, ci vuole tanta attenzione.
SEQUELA DI CARITÀ Il centro pastorale di Suardi, sulla cui facciata è affissa una targa con la biografia di padre Giovanni Balduzzi (vero apostolo della carità nato in paese, dedito per tutta la vita al bene e alla creazione di istituti per aiutare i vecchi e i sofferenti, e per questo soprannominato “il mendicante per la causa dei poveri”) ospita anche gli archivi parrocchiali di Suardi, Gambarana e San Martino la Mandria, curati dall’archivista Emilia Mangiarotti. «Le ho rinnovato l’incarico ricevuto da don Renato Passoni per catalogare documenti relativi a carteggi, lettere, contabilità, decreti, visite pastorali. Da queste testimonianze si capiscono tante cose, anche dai cognomi si può avere un’idea di come i centri fossero abitati. Dagli archivi, soprattutto da quelli parrocchiali, si vengono a conoscere tante storie che si intrecciano con la Storia più grande, quella che ci riguarda tutti. Anche per questo è importante l’8 per mille alla Chiesa cattolica. Quello che doniamo ci ritorna indietro, attraverso tante realtà che diventano una presenza viva sul territorio».
Davide Zardo



