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    Diocesi in festa, sabato 28 l’ordinazione di don Luca Gasparini

    Sabato 28 maggio don Luca Gasparini, diacono e alunno del nostro seminario, diventerà sacerdote, per l’imposizione delle mani del nostro Vescovo Maurizio. Un momento di grazia e di festa che coinvolge tutta la Chiesa Vigevanese.

    Un’ordinazione sacerdotale sta ormai diventando, purtroppo, relativamente rara: è allora comprensibile che, nell’imminenza dell’ordinazione stessa, si crei una certa curiosità, e forse anche un po’ di empatia, per il sacerdote “novello”. Per questo abbiamo rivolto a don Luca alcune domande…la prima forse la più “scontata”:

    Quali sono stati i motivi della tua scelta di entrare in Seminario? «Nonostante ci pensassi fin dai tempi del liceo, ho preso la decisione a trent’anni, dopo la laurea in ingegneria a Pavia e un’esperienza lavorativa di due anni a Milano, e non senza aver dovuto superare qualche ostacolo. Non mi dispiace sia andata così perché, se da un lato ho “perso” anni di ministero, dall’altro ho prolungato il discernimento e acquisito una maturità più consapevole della mia scelta; elementi che mi hanno aiutato nel cammino successivo».

    C’è stato un momento preciso per il quale puoi dire di aver ricevuto la “chiamata”? «So bene che, scrivendo la verità, il mio racconto perderà di pathos, ma devo onestamente rispondere di “no”; più che un vero e proprio punto di inizio, ricordo un’idea che, nonostante lunghi periodi di latenza, non è mai scomparsa del tutto e, con il passare degli anni, ha preso forma e consistenza. Non sono mancate alcune difficoltà, così come non sono mancati l’aiuto da parte di alcuni che mi sono stati vicini e mi hanno accompagnato non solo nel prendere la decisione, ma poi anche nel viverla concretamente».

    Su quali dimensioni si è sviluppato il tuo cammino vocazionale verso il sacerdozio? «Secondo me la formazione al sacerdozio si articola su quattro dimensioni, cioè la preghiera, lo studio, la vita comunitaria e l’attività pastorale. Esse costituiscono un tutt’uno, in cui una componente si concretizza e s’invera nell’altra: questo mi sembra essere il “cuore”, il centro nevralgico e vitale del seminario, insieme naturalmente alle parrocchie e agli oratori che lo hanno accompagnato. Pur avendo citato le “dimensioni” formative, penso sia facile capire che nessuna di esse sussiste in astratto, ma tutte rimandano all’altro – compreso l’Altro con la “A” maiuscola, cioè Dio –, rimandano cioè alle persone. Di questi anni, ben più dei luoghi mi ricorderò proprio di coloro che ho incontrato: anche se non di tutti posso dire che siano diventate amici, è innegabile il loro apporto per la mia crescita umana e spirituale».

    Gli auguri che preferisci sentire in questo momento fondamentale della tua vita? «Una preghiera mia personale, e che chiedo anche a voi che state leggendo, perché io possa essere davvero un buon pastore, capace di relazioni buone, sane e costruttive con Dio, con gli altri e con me stesso».

    Ra

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