Il Beato Matteo e gli altri beati

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Se la figura del Beato Matteo Carreri giganteggia nel cuore dei Vigevanesi, non dobbiamo trascurare le grandi figure di religiosi appartenenti all’Ordine di san Domenico che condivisero i tempi e gli spazi con il nostro Protettore. Il nostro beato fu predicatore itinerante in diverse regioni dell’Italia centro – settentrionale e promotore dell’Osservanza domenicana in molti prestigiosi conventi.

San Pietro martire di Vigevano, aperto il 1 novembre 1446 fu uno dei centri più importanti di diffusione del ritorno all’ideale originario di san Domenico per la vita dei Frati Predicatori. Promossa negli anni della fondazione vigevanese dal Maestro generale dell’Ordine Marziale Auribelli, ebbe tra i principali promotori il beato Domenico Furchieri, nativo di Finale Ligure che fu per molti anni priore a Vigevano e morì in San Domenico di Reggio Emilia nel 1484; era rimasto così forte nella nostra città il ricordo del frate che nel 1503 fu portata solennemente a Vigevano una reliquia del braccio incorrotto. Essa si conserva ancora in una cassetta reliquiario nella chiesa di San Pietro martire esposta nei giorni festivi all’altare maggiore.

Un altro protagonista dell’Osservanza fu il beato Cristoforo da Milano che forse conobbe il Beato Matteo quando fu inviato a Mantova a fondare il convento osservante di Santa Maria degli Angeli, dove prese l’abito il Nostro. Nel 1460 fondò il convento di san Domenico a Taggia, che divenne un centro importante per la Liguria, ove morì nel 1484. L’allora priore di Vigevano, il beato Giacomo Sesti, fondò il convento di santa Maria delle Grazie di Milano, che Ludovico il Moro impreziosì con le opere di Bramante e Leonardo e con i possedimenti della Sforzesca.

Santa Maria delle Grazie - Ultima Cena
L’Ultima Cena affrescata da Leonardo presso il convento di Santa Maria delle Grazie di Milano

Priore nella nostra città nel 1474 fu il beato Agostino Fangi, nato a Biella verso il 1425 che è ricordato per aver liberato nella chiesa di San Pietro martire una donna da cinque demoni. Morì a Venezia nel 1493. Fra Agostino era stato per diversi anni priore a Soncino, dove trovò il Beato Matteo. Gli anni in quella città furono ricchi di apostolato: si ricorda in particolare l’accompagnamento spirituale della beata Stefania Quinzani. Nata nel 1457 a Orzinuovi sotto la direzione del nostro Beato entrò nel Terz’Ordine domenicano ottenendo straordinari doni mistici. La Beata è raffigurata con altre Sante in una pala d’altare nella cappella di Sant’Antonio in San Pietro martire. Morì a Soncino nel 1530. Dopo l’esperienza di Soncino il Beato Matteo fu inviato a riformare il convento di Santa Corona a Vicenza nel 1466. Qui incontrò il beato Giovanni Liccio, nativo di Caccamo, che era stato invitato dalla Sicilia a tenere una predicazione straordinaria a Vicenza. Con il Beato Matteo nacque una unione di intenti e di comunanza spirituale straordinaria.

A Vigevano, nell’ultimo periodo della sua vita, fu direttore spirituale – secondo la tradizione – delle Terziarie Domenicane. In particolare guidò la beata Caterina Nai Savina da Gambolò, che morì il 24 maggio 1516 e fu sepolta nella chiesa di San Pietro Martire. Dalla primitiva comunità di consorelle terziarie in una casa di vicolo degli Anselmi sarebbe nato nel 1524 il monastero regolare dell’Assunta a Vigevano, nell’odierna via Merula. Dalla vite di Santità piantata dal Signore nella Sua vigna per opera di San Domenico sono cresciuti tralci rigogliosi, come il convento di Vigevano, dal quale maturarono come grappoli gemme di vita evangelica come il nostro Beato Matteo e i Santi suoi contemporanei che abbiamo ricordato.

don Cesare Silva

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