Il CAV festeggia la Giornata per la Vita

Il Centro Aiuto alla Vita lomellino (CAV) fa parte dei 315 centri distribuiti in Italia. In Lombardia siamo 82, riuniti nell’Associazione Federvita Lombardia e aderenti al Movimento per la Vita Italiano. Siamo a Vigevano, Gambolò, Garlasco, Mede e tra poco apriremo a Sannazzaro. Abbiamo consolidato una rete con la quale ci sosteniamo, scambiandoci iniziative, consigli e informazioni.

I volontari non sono mai abbastanza, in quanto le problematiche della vita nascente sono davvero tante, ma, spesso nel nascondimento, portiamo avanti con passione la nostra missione.

UNA RETE DI SOSTEGNO Quest’anno noi ci impegniamo a celebrare, per la 45a volta, la Giornata per la Vita, indetta dai Vescovi della C.E.I., con due differenti modalità. Nelle parrocchie della diocesi che ne hanno fatto richiesta, offriremo le primule, (che una volta erano considerate il primo fiore a sbocciare, ma anche questo è cambiato al giorno d’oggi) a sostegno delle spese che giornalmente affrontiamo per sostenere le tante mamme che, con coraggio e speranza si rivolgono a noi per crescere serenamente i propri bimbi, voluti magari con difficoltà iniziali. Compriamo latte e pannolini, le sosteniamo quando devono affrontare visite specialistiche o in altri specifiche occasioni, prepariamo i corredini per l’ospedale, doniamo tutto quello che potrebbe essere utili nei primi mesi del bimbo, fino all’età quattro/cinque anni. Tante persone ci offrono anche giochi e indumenti, che accettiamo con riconoscenza e distribuiamo nei giorni di apertura, tramite appuntamento. Nello scorso anno ne abbiamo sostenute una dozzina, con i Progetti Gemma, che proponiamo nei casi più difficili di decisione a favore del nascituro.

IL PROGRAMMA Al pomeriggio, per cui esteso l’invito a Mons. Vescovo, nel salone della parrocchia del Sacro Cuore, gentilmente offertoci da don Stefano, festeggeremo insieme il dono della vita, non sempre trattato con le dovute cure. Alcuni rappresentanti del CAV di Vigevano e Gambolò, con tanti gruppi di giovani delle parrocchie della città insieme a quelli aderenti al Sevizio Civile (una ragazza di queste viene ad aiutare settimanalmente nella nostra sede di Vigevano) hanno aderito all’invito di raccontare le proprie esperienze di vita, con le gioie e le difficoltà annesse, utilizzando musiche, poesie, scenette, video o quanto la loro fantasia proponeva. Testimonianze semplici e vere, tanta voglia di dire insieme che è bello vivere, ringraziare e pregare Maria, Madre della Vita, che ci sostiene in ogni momento. Siamo tutti invitati per trascorrere un pomeriggio giovane, per dirci insieme che la vita è il più grande dono ricevuto, da ridonare sempre con fiduciosa grinta. Cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente le tante persone che nel silenzio ci sostengono, moralmente e concretamente.

***

Domenica 5 febbraio, come ogni anno, la Chiesa italiana celebra la Giornata per la Vita, giunta quest’anno alla sua 45ma edizione. Il tema indicato dai vescovi italiani nel messaggio di quest’anno, “La morte non è mai una soluzione” potrebbe potrebbe sembrare tetro. In realtà, dietro la giusta scomodità che genera la riflessione su questi temi, il contenuto è molto più luminoso di quanto non si possa pensare. Non è banale infatti ricordare che la Giornata è stata voluta dai Vescovi per dare un annuncio di forte Speranza a fronte della cultura dello scarto che, con l’approvazione della normativa sull’aborto, entrava legalmente nella società italiana.

AIUTARE I PIÙ FRAGILI Nel promuovere una “cultura di vita”, i vescovi fanno riferimento a tre categorie di persone, le più indifese nella società attuale: la donna con suo figlio in grembo, in primis, il malato o l’anziano che affrontano difficoltà legate alla malattia, i migranti che scappano dalla guerra. Per tutti loro, dice il messaggio, spesso prevalgono le scorciatoie, veloci e apparentemente semplici, che portano a “risolvere” le difficoltà eliminando le persone concepite, malate, sofferenti, in fuga dalla guerra, dalla fame o dalla miseria. Scelte talvolta generate da ideologie e interessi economici che spingono a trovare la soluzione nella morte dei più piccoli, dei fragili, degli indifesi. Quando il figlio è nel grembo della mamma l’opzione morte – programmata, organizzata, offerta dalla comunità – è particolarmente drammatica perché colpisce la sorgente di ogni prossimità, il fulcro e il modello di ogni accoglienza.

Scegliere la morte, dicono i Vescovi, non è mai una soluzione ma è una “trappola”: c’è un risvolto amaro, perché le conseguenze e i contraccolpi di questa “soluzione” non liberano il cuore dell’uomo ma lo opprimono.

Non è una soluzione, perché esistiamo per vivere e gustarla questa vita; per sostenerci nel buio, per prenderci responsabilmente cura gli uni degli altri, per rendere ricca la relazione centrandola reciprocità nell’amore. È questa la cifra dell’umano. Infatti, ci ricordano i vescovi, il senso della vita va oltre la fragilità, le minacce e le fatiche, anche quando queste sembrino “insuperabili e il peso insopportabile”. Dovremmo dunque impegnarci per ritrovare quella “fiducia nella vita e nella sua bontà che spinge a far scorgere possibilità e valori in ogni condizione”. Andare in profondità e ritrovare il significato autentico della parola “libertà” – è libertà quella di una donna che non può portare avanti la gravidanza perché sente di non avere alternative? – e impegnarci, con lo slancio che sempre caratterizza il popolo per la vita, a “promuovere azioni concrete a difesa della vita”.

Silvia Arieti
(presidente CAV lomellino)

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