L’Araldo compie 125 anni

Venerdì 5 gennaio 1900 usciva il primo numero de “L’Araldo lomellino” il settimanale cattolico della diocesi di Vigevano così titolato dal vescovo mons. Pietro Berruti. Questi proveniva dalla diocesi di Tortona ed era entrato in diocesi di Vigevano il 16 luglio 1899. Mons. Berruti, nell’articolo programmatico di prima pagina, attribuiva al settimanale il compito di essere «l’Araldo indomito della verità e della giustizia», fornendolo di «penne ben appuntite e brillanti», specialmente del canonico Giuseppe Corti e di don Carlo Dell’Orbo. Il vescovo lo voleva così nuovo che imponeva l’Anno 1 alla testata sciogliendola dalla continuità con il settimanale diocesano fino allora in atto, ossia con “L’Opportuno”.

ANTESIGNANO Mi sia permesso qualche cenno di storia. “L’Opportuno” era stato fondato nel 1889 dal vescovo mons. Pietro Giuseppe De Gaudenzi che incaricò, quale direttore, il Vicario generale mons. Igino Bandi. Questi aveva caldeggiato la fondazione di un settimanale cattolico diocesano durante la quinta adunanza diocesana dell’Opera dei Congressi, nello stesso 1889. Intanto ricordo che mons. Igino Bandi sarà vescovo della diocesi di Tortona nel 1890, alla morte dell’Ordinario mons. Vincenzo Capelli che pure proveniva dalla diocesi di Vigevano. Voglio pertanto rilevare che il suddetto vescovo Berruti aveva svolto la sua più intensa attività sacerdotale nella diocesi tortonese sotto la guida e le direttive dei due vescovi vigevanesi (1874-1899).

CONTRO IL SOCIALISMO Gli articoli di fondo del novello Araldo puntarono per più di un anno a chiarire la natura e gli scopi del socialismo anticlericale che allora faceva presa sui lavoratori del territorio e delle fabbriche tessili e calzaturiere di Vigevano. E, con molta lucidità e aggiornata documentazione, L’Araldo proponeva l’articolo “Gesta socialiste”, scrivendo: «Il Vooruit, foglio ufficiale del socialismo belga, dichiara: “la religione è uno dei più solidi sostegni della società attuale, basata sulla proprietà privata. Fino a che il popolo reciterà preghiere e crederà ad una vita futura felice, esso si asterrà dal mettere le mani sui beni terreni”». E L’Araldo commentava: «Questo si chiama parlar chiaro», scoprendo gli attacchi alla religione da parte del pensiero materialista. L’elaborazione dell’Araldo sui vari pensieri della storia continuerà, e ancora è in atto.

Marco Bianchi

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