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    HomeCultura e tempo liberoL'arte nascosta dei capolavori lignei ducali

    L’arte nascosta dei capolavori lignei ducali

    Milano riscopre le opere lignee “nascoste” della città ducale. Dallo scorso 21 ottobre e fino al 16 gennaio 2022, il Castello Sforzesco di Milano organizza nella Sala della Balla la mostra “Sculture lignee a confronto dalle città ducali di Vigevano e Milano”: l’evento (che vede tra i promotori anche la Città e la Diocesi di Vigevano) vuole essere un approfondimento intorno alle sculture lignee policrome di area lombarda, proponendo un duplice focus sul “Compianto di San Dionigi” e sull’ “Ancona di San Giuseppe”, opere provenienti dalla città ducale che, come Milano, fu sede di un’importante corte sforzesca tra Quattro e Cinquecento. Questo è un periodo di florida produzione artistica nel territorio lombardo tra l’epoca di Ludovico il Moro, la dominazione francese e il momento dell’ultimo duca Francesco II Sforza, che nei primi anni ’30 del XVI secolo si dedica alla riqualificazione, tra le altre cose, del castello e del Duomo di Vigevano. Ed è in questo contesto, tra corti ora alleate ora rivali, pestilenze, turbolenze politiche, che l’arte vive un’epoca d’oro: non soltanto per i capolavori noti, ma soprattutto per queli lavori di destinazione liturgica, di straordinaria fattura e qualità estetica ancora in gran parte da scoprire. E le due sculture vigevanesi ne sono un esempio perfetto: le opere sono state recentemente oggetto di interventi di restauro, di indagini scientifiche e documentarie, realizzate in sinergia tra la competente Soprintendenza territoriale e il Castello di Milano. Una collaborazione che consente di esporre le opere decontestualizzate dal loro ambiente originario, ma ben visibili e presentate in modo da renderne leggibili i valori stilistici e la raffinatezza dei dettagli. Ciò consente una serie di confronti con alcune opere del Castello Sforzesco, come le figure dal disperso Compianto dalla chiesa milanese di Santa Maria Bianca in Casoretto, accostate per l’occasione alle sculture vigevanesi. La collocazione entro il percorso museale del Castello Sforzesco di Milano favorisce inoltre il dialogo con la collezione permanente esposta presso il Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee, una delle maggiori raccolte di sculture lombarde del Rinascimento, e con gli Arazzi dei Mesi Trivulzio esposti nella Sala della Balla, intessuti proprio a Vigevano nei primi anni del ‘500 su disegno di Bartolomeo Suardi detto il Bramantino, nelle stesse date in cui venivano scolpite e dipinte le sculture che oggi esposte. I due gruppi scultorei ducali, posti a confronto con il cosiddetto Compianto di Casoretto, sono entrambi di imponenti dimensioni e presentano ancora tracce di una policromia antica: conservano quindi interamente quella capacità di comunicazione emotiva che contraddistingue la scultura lignea lombarda rinascimentale. Ma qual è la storia delle due sculture? Una visita alla mostra meneghina sarà l’occasione per scoprirla: il “Compianto di San Dionigi a Vigevano” è stato accostato negli anni passati all’opera del Maestro dei Compianti, un anonimo scultore di cultura artistica lombarda a cui sono state attribuite anche tre statue conservate oggi nella collezione del Castello Sforzesco di Milano, per l’occasione poste a confronto. Questo anonimo scultore, rimasto un po’ ai margini degli studi specialistici, ha infatti recuperato un ruolo non secondario grazie all’identificazione delle tre importanti statue del Castello provenienti dal disperso Compianto della chiesa di Santa Maria Bianca della Misericordia in Casoretto a Milano. Che anche il “Compianto” vigevanese sia frutto dell’anonimo maestro? La mostra permetterà un eccezionale confronto visivo diretto tra i due gruppi scultorei e consentirà di verificare direttamente le precedenti proposte attributive. L’ “Ancona di San Giuseppe dalla chiesa della Madonna dei Sette Dolori di Vigevano” era invece un’opera finora poco nota: le sue ingenti dimensioni e la collocazione in chiesa a notevole altezza da terra hanno fino ad oggi impedito di apprezzare la qualità del modellato e di avanzare una ponderata valutazione stilistica e attributiva. Il recentissimo restauro le ha restituito l’antico splendore, permettendo di rilevare le notevoli finezze nell’intaglio e nella decorazione policromata con largo uso della tecnica del graffito su tempera ed oro. L’ “Ancona” risulta essere il frutto del lavoro dei maggiori artisti dell’epoca: ai fratelli De Donati si attribuiscono le due statue di Giuseppe e Maria, mentre a Giovanni Angelo e Tiburzio del Maino e ai loro collaboratori si assegna l’esecuzione delle scene narrative e dei profeti, oltre alla carpenteria e quindi all’ideazione architettonica. Un “super team” di maestri, insomma, per un piccolo gioiello nascosto della città ducale, che ora può tornare a risplendere in attesa di essere valorizzato anche una volta che sarà tornato a “casa”.

    Alessio Facciolo

    La mostra rimarrà visitabile al Castello di Milano (Sala della Balla) fino al 16 gennaio prossimo, dalle ore 10 alle 17.30 da martedì a domenica; lunedì il museo resterà chiuso. Ultimo ingresso alle ore 17 (solo visitatori già in possesso di biglietto. La biglietteria chiude alle ore 16.30). I musei del Castello saranmno chiusi, oltre al lunedì, anche il 25 dicembre e il 1° gennaio. Il biglietto è unico per i musei del Castello e per le mostre: dal 26 ottobre 2021 al 16 gennaio 2022 il ticket costerà 7 euro (intero), 5 euro (ridotto 18-25 anni e over 65), gratuito per gli under 18 e per tutti ogni primo e terzo martedì del mese dalle ore 14. L’ingresso sarà consentito con Green Pass corredato da un valido documento di identità. E’ consigliata la prenotazione online, che permette di scegliere la fascia oraria d’ingresso ai Musei.

     

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