L’Araldo pubblica di seguito la lettera del prof. Francesco Marinone, che ripercorre le vicende di alcuni istituti religiosi femminili del territorio.
Egregio Direttore, ho seguito con poco entusiasmo la questione “Maddalene”. Mi è parso, come in altri casi che ho approfondito e studiato, un fenomeno sociale e religioso che si è andato esaurendo nel tempo. Non tutti i carismi sono eterni e non tutti sono destinati a mantenersi nel tempo. I più importanti resistono, molti si trasformano, altri, esaurita la loro ispirazione originaria, lentamente tramontano.
Ho approfondito nel tempo la storia delle Rosminiane di Garlasco, le suore Canossiane che dalla Lomellina partivano per la Cina, il percorso delle suore Pianzoline in Lomellina e più largamente le suore Salesiane. Le suore Rosminiane giunsero a Garlasco nel 1849. Furono chiamate per organizzare l’Asilo. La loro opera prosperò. Divennero scuola elementare, orfanotrofio Serafini, fecero fiorire molte vocazioni e durarono in Città ben oltre 150 anni. Poi la scuola divenne possibile e, anche senza di loro, l’orfanotrofio chiuso da tempo, le vocazioni religiose scomparse. I tempi sono cambiati. Farsi suora è diventato una scelta religiosa poco sentita. Lasciarono Garlasco con l’applauso e la riconoscenza.
L’antica convinzione del beato Rosmini rimane nel segno di una importante scuola cattolica nella quale i genitori, cattolici o meno, sono coinvolti in un importante progetto educativo.
Inutile raccontare la storia delle nostre gloriose suore Pianzoline. Nate per le donne della risaia, divennero le prime sostenitrice delle loro famiglie coi nidi e le materne senza mai dimenticare le mamme. Finite le mondariso, scomparse le vocazioni, una storia certa, si sono ritirate, lentamente, paese per paese, asilo per asilo. Nel cuore di molti la loro religiosità semplice e gioiosa è rimasta indelebile. Finite le mondariso, tramontate le vocazioni un ritornello. La vocazione religiosa è diventata meno appetibile hanno lasciato a poche ed altre scelte pastorali.
Le statue di don Bosco, gli altari a lui dedicato sono il segno della presenza diffusa e profonda delle suore salesiane. Ora rivivono nei gruppi di ex salesiani che festeggiano don Bosco e Maria Ausiliatrice negli oratori a loro dedicati. Alla fine del XIX secolo numerose suore con poco più di 20 anni partirono per la Cina. Erano suore canossiane di Gambolò, di Vigevano ed altre nostre parrocchie. Partivano, sapendo che difficilmente avrebbero fatto ritorno. La loro partenza sembrava per I parenti più un funerale che un evento gioioso. Divennero testimonianza di fede e di amore. Poi la storia e gli uomini con guerre e rivoluzioni hanno cambiato il mondo. Chi pensa che oggi sia possibile una cosa del genere? Eppure l’ospedale di Wuhan, quello da cui è partito il covid, è chiamato ancora l’ospedale delle Canossiane.
Dunque, e per fortuna, alcuni carismi tramontano e ne nascono dei nuovi. C’è scuola per tutti, assistenza diffusa, povertà diverse. Le case religiose vuote e spesso più case di riposo di suore che hanno speso la loro lunga vita per gli altri e per il loro ordine religioso che giustamente protegge il loro tramonto. Questa può essere la lettura concreta di un tramonto che poteva essere più felice.
Francesco Marinone


La lettera del professor Marinoni ha più l’aria di una ” excusatio non petita ” ,piuttosto di un vero percorso storico sugli ordini religiosi femminili.
Il tutto pur condividendo pienamente l’operato del Vescovo nella materia ” Suore Maddalene ” :