Per tanti anni è stato il custode del Duomo di Vigevano, la chiesa che mercoledì gli ha dato l’addio. È venuto a mancare, nella giornata di domenica 27 settembre, don Giancarlo Padova, storico parroco della cattedrale ducale.

TANTI INCARICHI Nato il 17 agosto 1941 a Zinasco Nuovo, don Padova era stato ordinato sacerdote nel 1964, anno in cui aveva preso servizio come vicario alla parrocchia di Valle. Dopo due incarichi da vicario a Gropello e Cassolnovo, era stato nominato prevosto di Sant’Angelo Lomellina, dove aveva trascorso quasi 30 anni, dal 1976 al 2002. Nel mezzo, tanti altri incarichi, sia in parrocchie (amministratore a Nicorvo e Ceretto, vicario foraneo a Mortara) sia in curia come insegnante del seminario fino al 2005. Dal 2002 divenne arciprete della parrocchia di S. Ambrogio in Cattedrale, ruolo che manterrà fino al 2015, anno del suo ritiro nella casa sacerdotale di Mortara. Anche dopo aver lasciato gli incarichi parrocchiali, continuò a rendersi disponibile per la casa di riposo e per le diverse comunità della zona, fino a quando l’avanzare della malattia e il progressivo esaurimento delle forze non gli imposero di rallentare l’attività. Don Padova era anche uno studioso di storia della Chiesa, soprattutto locale, tema sul quale aveva pubblicato dei libri.
IL VESCOVO «Tredici anni fa, all’inizio del mio mandato — ha detto il vescovo, monsignor Maurizio Gervasoni, nell’omelia dell’ufficio funebre, celebrato mercoledì 30 settembre alle 11 insieme al clero diocesano — don Giancarlo mi ha accolto e mi ha accompagnato a prendere possesso della cattedrale. Adesso sono io ad accoglierlo e ad accompagnarlo verso la casa del Padre». Poi, a commento del Vangelo di Luca, in cui Gesù invita un potenziale discepolo a seguirlo senza indugio (“Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti”):
Qui assistiamo a una radicalità quasi crudele del Signore, che invita a non voltarsi indietro quando si sceglie la strada della fede. E la radicalità della fede è la stessa della morte.
Quindi l’appello a stringersi intorno alla famiglia e agli amici di don Padova: «Nel ricordo commosso diventiamo una comunità orante». Infine l’apprezzamento per l’impegno svolto attraverso il ministero sacerdotale: «Don Giancarlo ha saputo mettere gli affetti familiari totalmente al servizio della Chiesa. Ha voluto essere completamente dedito all’amore di Dio».
Davide Zardo

