Don Gusmitta, il ricordo 

«Don Gusmitta pregava tanto. Domenica scendeva in chiesa alle otto e un quarto per prepararsi alla messa delle dieci, e mi telefonava per avvisarmi che non era in casa. Io a volte lo rimproveravo perché la chiesa era al freddo e lui rischiava di ammalarsi. Allora lui si è fatto furbo. A un certo punto ha smesso di chiamarmi».

IL CUORE AL CENTRO Un ricordo pieno di affetto, quello di Franca Ippocastano, storica assistente di don Pier Luigi Gusmitta, nel convegno a lui dedicato a un anno dalla scomparsa. Un incontro molto partecipato, sabato 9 maggio al santuario della Madonna di Pompei, iniziato con l’esecuzione per chitarra e violino dell’Aria sulla quarta corda di Bach. E se in latino “corda” (o meglio, chorda) è il plurale di “cor” (cuore), è inevitabile pensare che proprio i cuori, quelli degli sposi, siano sempre stati al centro del ministero del sacerdote per molti anni responsabile dell’Ufficio per la pastorale familiare diocesana di Vigevano. A introdurre i lavori come moderatore dell’incontro, don Luca Pedroli, che insieme a Franca Ippocastano ha curato la pubblicazione postuma dell’ultimo libro di don Gusmitta, “Percorsi sponsali. Ritrovare ogni giorno la gioia di essere sposi” (Edizioni Dehoniane).

percorsi sponsali gusmitta

Un volume che riassume tutto l’impegno speso dall’autore per gran parte della sua vita: dimostrare che l’amore tra marito e moglie è un riflesso dell’amore che Dio ha per la Chiesa, sua sposa mistica. «É stata una figura significativa – ha dichiarato il vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni – innanzitutto come insegnante di greco e patrologia, con rigore disciplinare, volontà di passione e serietà; e poi per il suo interesse per la famiglia: non con un approccio dimostrativo, ma con la capacità di appassionare e convincere che il matrimonio è profezia di vita, segno dell’amore di Dio e base del sacramento. Aveva intuìto che, come una perla preziosa, la dinamica familiare porta dentro quella evangelica».

LE TESTIMONIANZE Monsignor Luigi Cacciabue, già vicario generale, parafrasando Jorge Luis Borges ha dichiarato che «nessuno ha incontrato don Gusmitta per caso, non c’è chi non abbia ricevuto niente da lui, e lasciatogli niente di sé». Coinvolgenti le testimonianze di Marco Maffè di Comunità 71, don Antonio Mariani, le coppie di Federica e Davide, Daniela e Dario, Laura Pasquino che ha curato la revisione del libro “Percorsi sponsali”. «La  passione di don Gusmitta per la famiglia cristiana e la sua competenza non solo della dottrina ma anche della patristica – ha ricordato monsignor Dante Lanfranconi, vescovo emerito di Cremona, già vicepresidente della Conferenza episcopale lombarda con delega alla famiglia e alla vita – gli davano una connotazione particolare, unite a una corrispondenza tra la conoscenza della dottrina e la realtà umana. Questo gli ha permesso di costituire i cenacoli familiari, percorsi formativi periodici per fidanzati e coniugi, cosa di cui c’è un estremo bisogno. È strano che tanti cristiani facciano la comunione e poi scelgano la convivenza o il matrimonio civile. Anche la fedeltà coniugale è molto bistrattata, eppure è intrinsecamente legata al fidarsi l’uno dell’altro, ad aver fede. Il matrimonio diventa così profezia, radice del sacramento. Dio accompagna le coppie nel loro cammino, per fare degli sposi cristiani il lievito che testimonia il Suo amore».

Davide Zardo

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