Grest, tutti in gara per migliorare

A Mede i Grest, iniziati il 10 giugno, si sono conclusi il 5 luglio. «Abbiamo avuto una buona partecipazione – racconta il giovane viceparroco don Alessio Casoni – con 120 iscritti e 25 animatori. E l’ultimo giorno abbiamo concluso in bellezza con la visita del Vescovo. Le famiglie erano soddisfatte, e i ragazzi contentissimi». A Pieve del Cairo i bambini e i ragazzi partecipanti sono stati 40, con 10 animatori più cuoche e addetti al bar e alla segreteria.

Abbiamo fatto tre settimane dal 10 al 28 giugno – spiega il parroco don Luca Discacciati – e dal 1° luglio per altre due settimane abbiamo tenuto aperto in oratorio il “Kindergarten” per 15 piccoli della scuola dell’infanzia. È stata una bella iniziativa, della quale i bambini e le famiglie sono entusiasti. A Frascarolo il Grest iniziato il 10 giugno è proseguito fino al 12 luglio, con 40 iscritti e una decina di animatori.

NOVITA’ SCUBI Lomello ha visto 55 iscritti, 15 animatori e 6 volontari adulti per il pranzo e l’accoglienza. «Due volte alla settimana abbiamo portato i ragazzi in piscina – racconta il parroco don Roberto Signorelli – e i ragazzi si sono cimentati in scenette teatrali basate sulla Commedia di Dante Alighieri, dando spazio alla fantasia anche con laboratori artistici manuali». A Sannazzaro, che riunisce anche Ferrera e Scaldasole, il Grest è finito venerdì 12 luglio, e la novità di quest’anno è stato il braccialetto elettronico Scubi: «Permette ai ragazzi di pagare il bar e l’iscrizione settimanale e fornisce tutti i dati alla segreteria – spiega don Arsene Mpole, viceparroco della comunità guidata da don Luca Girello – Inoltre è collegato al cellulare dei genitori, che possono controllare come i figli spendono i soldi. Gli iscritti sono stati 280 tra bambini e ragazzi, gli animatori 50 più 20 aiuto-animatori. Mercoledì e venerdì si andava in piscina, tutti i giorni si organizzavano momenti di preghiera e di riflessione, e i ragazzi allestivano scenette teatrali ispirate alla Commedia dantesca». Molto importanti il pranzo e la merenda, per la loro potenzialità di incremento della socializzazione. Nel complesso, un’esperienza che per il vicariato di Mede segna un punteggio favorevole come quello che ha permesso a chi è arrivato al primo posto nei giochi a squadre di assaporare la vittoria.

«Abitare significa condividere tutto»

Ultime settimane per i centri estivi parrocchiali, che subito dopo la chiusura delle scuole si sono attivati per accogliere centinaia di bambini della elementari e ragazzi delle medie. “Abitare” è la parola d’ordine per i Grest secondo don Renato Passoni, a capo del vicariato di Mede, che comprende le unità pastorali di Santa Maria Maggiore (Mede e Lomello), Santa Maria di Acqualunga (Pieve del Cairo, Mezzana Bigli, Torre Beretti, Frascarolo), Santa Maria alla Fontana (Sannazzaro, Ferrera Erbognone, Scaldasole).

I Grest – spiega don Passoni, parroco di Mede – sono un’occasione in cui si è distesi nel tempo, lontano dai ritmi della scuola, della famiglia e del lavoro (per chi ce l’ha, come alcuni animatori più grandi).

«É una possibilità di dedicare tempo alla conoscenza tra noi, al gioco e alla preghiera, ai valori cristiani. Le famiglie possono lasciare i figli in una realtà accogliente, dove non solo si cura l’aspetto della catechesi, ma anche quello ludico-ricreativo, con giochi di squadra e individuali, laboratori, escursioni in piscina e gite. La speranza è che le famiglie arrivino a capire che questo potrebbe prolungarsi anche per il resto dell’anno, con la frequenza all’oratorio non solo durante il periodo estivo, in cui le scuole sono chiuse e i genitori non sanno a chi lasciare i ragazzi mentre il papà e la mamma sono al lavoro. Io credo che la parola chiave che riassume l’esperienza dei Grest sia “abitare”, che significa stare in un luogo, esserci e farne parte, insomma condividere».

Davide Zardo

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