Quanta bellezza in quel convenire di Chiesa dalle “diverse terre” visitate dalla missione Pianzolina. Quanta gioia, quanta armonia di passi affrettati, quanta precisa e composta accoglienza di tutti per camminare insieme verso un unico traguardo, ritrovarsi per accogliere l’annuncio tanto atteso e desiderato: Padre Francesco Pianzola, singolare testimone di santità cristiana è annoverato tra i “beati” della Chiesa universale. Le Suore Missionarie Irp invitano gli amici a sostare nell’Eremo di padre Pianzola in Sartirana con la possibilità di partecipare alla celebrazione eucaristica, presieduta da don Luca Balzaretti, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, sabato 5 ottobre alle ore 17.
PER L’INFINITO La gioia per la consapevolezza di additare alla Chiesa diocesana e alle Chiese in cui l’Istituto ancora operava, la semplicità e la forza della Missione Pianzolina riempie ancora di vento gagliardo e di cielo terso le giornate, a volte stanche per il peso della vita, circondandole di limpidezza e di intimità profonda, che ben s’accordano con i sentimenti di gratitudine e di altezze, su cui il beato padre Francesco Pianzola ci ha incamminate: «Siamo creature fatte per l’Infinito». Nostalgia, memoria, rimpianto? Forse un po’ tutto insieme. In quel Giorno sono risuonati in Cattedrale messaggi forti e coraggiosi, quasi a richiamare il mandato di papa Benedetto XVI, pronunciato sulla stessa piazza durante la visita pastorale alla Chiesa di Vigevano (2007), a una Chiesa che
gettate le reti, prendesse il largo…
per il desiderio di vedere una comunità aperta, presente, solidale, ricca di Vangelo, tra la gente, i più poveri, soprattutto in mezzo ai giovani. Una Chiesa di comunione, sinodale.

IN MOVIMENTO Sullo sfondo, l’immagine del Missionario intrepido richiama ancora la meravigliosa sorpresa di un “Don Niente” giovane (1909), il cui sguardo, gettato lontano, su orizzonti nuovi, risplende vivo e chiama a proposte audaci: «Andando, insegnate». Due verbi, due movimenti, due energie alleate in un unico impeto, in una medesima azione di conquiste migliori. A questa Chiesa, che cresce con l’apporto di tutti, santi e peccatori; dove la gente nasce, riceve i sacramenti, si sposa o si consacra a Dio, mi piacerebbe si potesse ri-consegnare la spiritualità pianzolina più vera, propria della gente comune, che vive la vita cristiana con gioia nella quotidianità del lavoro, alla scuola dei santi, testimoniando i valori umani dell’amicizia, della condivisione e nella semplicità e nella concretezza delle fede più genuina.
FASE DEL DESERTO Mentre noi Pianzoline, come scrisse il Fondatore a madre Anna, fin dal 1920, stiamo vivendo la «fase del deserto», in cui tutto sembra essere destinato alla fatica del cambiamento, alla solitudine, ai patimenti e la «stessa vita di preghiera» è piena di monti rocciosi e di coraggiosa crocifissione, la forza dello Spirito spinga la nostra piccola barca oltre la tempesta, verso nuove prospettive e a noi doni la capacità e la responsabilità di lasciar andare ciò che si è generato verso nuove sfide e nuove avventure che la strategia della “Carità” non mancherà di inventare per portare a destinazione il messaggio: dire Gesù a tutti e Tutto per Gesù. E per continuare il sogno del Fondatore: «La vita nomade per il traffico delle anime».
suor Tiziana Conterbia

