Si è svolto sabato 19 settembre, a Casamadre, il primo incontro di formazione degli insegnanti di religione, presieduto dal direttore dell’ufficio diocesano don Riccardo Campari.
L’Insegnamento della religione cattolica (Irc), afferma don Campari, vede la propria collocazione non come un servizio a sé stante o sui generis, ma come l’esercizio di una missione pastorale. L’assetto istituzionale prevede, continua il direttore, un coordinamento strutturato a livello sia regionale sia nazionale. I docenti sono definiti “mandatari del Vescovo” con compiti di accompagnamento pastorale. L’adesione degli studenti resta, nonostante alcune oscillazione, elevata, attestandosi su una percentuale tra l’89% e il 90%. Molti insegnanti, si rileva ancora, svolgono funzioni strumentali, ricevendo valutazioni positive dai dirigenti. La prolusione di don Campari pone in rilievo come ad oggi i docenti dell’Irc non dispongono di cattedre di ruolo stabili, bensì di un pacchetto orario, in cui le ore di servizio e le relative assegnazioni sono gestite dall’Ufficio diocesano. Infatti, è l’Ufficio che valuta l’adeguatezza degli incarichi in base a competenze, formazione e impegno.
L’azione didattica deve puntare a creare contesti inclusivi, riflessivi e di dialogo. È vietato, afferma il direttore dell’Ufficio, esercitare pressioni sugli studenti riguardo alla scelta di frequentare l’ora di religione. Sono altrettanto da evitare pratiche umilianti e compiti a casa sistematici. In orario curricolare non sono consentiti atti di culto né imposizioni di preghiera. Le eventuali celebrazioni religiose vanno concordate e svolte al di fuori della lezione. La relazione educativa deve porre la persona al centro, supportando gli alunni più fragili. In tal senso, viene avviato, in questo frangente di inizio anno, un piano di aggiornamento che prevede, inizialmente, tre incontri suddivisi per ordine di scuola. La formazione di questo modulo è affidata alle dottoresse Laura Pedrini e Silvia Araldi del “Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti (Cpp) di Piacenza” che ha sviluppato il metodo proposto dal pedagogista Daniele Novara, nonché direttore del centro stesso.
Giancarlo Tosoni

