Programma pastorale, un cammino di conversione

Imparare a “Fare bene il bene” in un cammino di conversione e di fraternità ispirato alla figura di san Francesco. Questo il titolo della terza e ultima tappa del programma pastorale sul tema del socio-politico, presentato lo scorso 2 ottobre in occasione dell’Assemblea diocesana.

l’assemblea diocesana di quest’anno

IMPEGNO Con uno sguardo rivolto all’Enciclica Magnifica Humanitas di papa Leone XIV, che ha confermato la necessità per i cristiani di mettersi in ascolto e in dialogo con le “cose nuove”, quest’anno la riflessione punta sul rapporto tra dimensione comunitaria e dimensione istituzionale. «Questo percorso è sinodale perché il suo intento non è tanto quello di istruirci su aspetti dottrinali – spiega il vescovo di Vigevano, mons. Maurizio Gervasoni – quanto quello di metterci nella condizione di elaborare percorsi di discernimento spirituale e di conversione attraverso momenti di confronto spirituale». Ragion per cui, «per il terzo anno vogliamo concentrarci sul ruolo che in questa testimonianza assume l’istituzione ecclesiastica nella quale i cristiani vivono e operano».

ISTITUZIONI Un cammino che prosegue in sinergia con gli insegnamenti degli scorsi anni. «Restano due punti fermi – continua mons. Gervasoni – Il primo si riferisce allo stile sinodale del programma pastorale, individuato come elemento strutturale per la formazione della coscienza comunitaria cristiana. Il secondo invece colloca l’impegno nel socio-politico all’interno del cammino sinodale e all’interno della vita ecclesiale». E per spiegare questo dualismo, non a caso è stato preso come esempio un affresco di Giotto raffigurante in basso e a sinistra un gruppo di frati e in alto a destra il Papa con l’istituzione ecclesiastica. In centro la figura di san Francesco d’Assisi che offre al Papa una pergamena. Non solo un gesto simbolico, ma un foglio

simbolo di un’unione tra due mondi e due modi di fare Chiesa, che rinviano direttamente all’azione del Signore che governa la Chiesa come via di salvezza per il mondo.

FARE IL BENE E proprio da questi due modi di fare «dobbiamo imparare ad agire secondo il Vangelo, curando di fare bene (evangelicamente e caritativamente) il bene». Ragion per cui nel seguente anno pastorale «presteremo maggiore attenzione alle dinamiche sociale, ossia quelle che si riferiscono direttamente alle condizioni funzionali e procedurali che reggono i rapporti sociali secondo il modello della giustizia formale – aggiunge il vescovo – In questo caso, fare bene il bene significa agire in modo efficace, corretto e secondo moralità». Una linea che parte dall’individuazione di priorità pastorali, arrivando a un ripensamento locale, vicariale e diocesano. Il tutto con un’attenzione alle «periferie esistenziali dei poveri, dei giovani e delle famiglie, alle dinamiche tra parrocchie e unità pastorali, alla revisione di compito dei vicariati locali, così come alla riformulazione di compiti pastorali diocesani».

APPUNTAMENTI Non solo buoni propositi, quindi, ma tre appuntamenti per continuare il cammino pastorale: si parte a ottobre-novembre con una catechesi del vescovo in ciascun vicariato, per proseguire tra febbraio e marzo con il primo laboratorio esperienziale dal titolo “Che Chiesa vogliamo?”. A chiudere il ciclo, il secondo laboratorio esperienziale tra marzo e aprile dal titolo “Quale impegno?”.

Rossana Zorzato

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